Coni, Buonfiglio: "In questi 12 anni fuori dal Mondiale non abbiamo fatto nulla"

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Autore Dino Viola Giornalista pubblicista · Analista dei dati

Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, traccia un bilancio severo sul lungo digiuno della Nazionale italiana dai Mondiali di calcio. A margine degli Stati Generali dello Sport, organizzati a Potenza dal Comitato regionale della Basilicata, il numero uno dello sport italiano ha indicato le ragioni che, a suo giudizio, hanno portato al mancato ritorno dell'Italia sulla scena iridata.

Coni e Mondiale: l'analisi di Buonfiglio

Per Buonfiglio, il mancato approdo al Mondiale è il risultato di un percorso costruito senza una visione condivisa e senza una programmazione adeguata. “Per andare forte bisogna allenarsi tanto, devi essere allenato con competenza, devi avere una visione e fare delle scelte condivise che agevolino il cammino per andare a prendersi il risultato. In questi 12 anni che siamo fuori dal Mondiale, non abbiamo fatto nulla di quello che sto dicendo e il risultato è una conseguenza”.

Il presidente del Coni ha poi ribadito come la cultura della vittoria debba nascere dal lavoro quotidiano e dalla valorizzazione dei principi dello sport. “A me piace sempre vincere e vincere vuol dire mettere in essere tutte quelle azioni per essere protagonisti di valori, che sono le medaglie olimpiche, ma anche stili di vita e di comportamento. Sono amareggiato, e uso questo termine perché non voglio colpevolizzare nessuno”.

Interpellato sulle possibili soluzioni per rilanciare il calcio italiano, Buonfiglio ha preferito non entrare nel merito delle scelte federali. “Malagò, Maldini, Conte sono la strada giusta? Lo sa il presidente della Figc. Fossi al posto suo? Mi accontento di fare il presidente del Coni”.

Diverso il giudizio sullo stato complessivo dello sport italiano, definito in ottima salute. “Ci sentiamo protagonisti sia in termini di organizzazione di grandi eventi, avendo davanti solo gli Stati Uniti, sia in termini di vittorie, dove nel mondo siamo quarti. Lo stato di salute è eccellente anche in rapporto alla popolazione e alla denatalità che colpisce l’Italia. Ci stiamo sopperendo con una cura nel dettaglio della preparazione dei nostri atleti, formando tecnici sempre migliori, seguendo gli atleti con l’istituto di medicina dello sport, facendo sinergia tra i direttori tecnici delle società, dei gruppi sportivi militari, delle federazioni coordinate dalla preparazione olimpica del Coni”.

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