Hojlund, il mona di Nereo Rocco e l'interrogativo da porsi

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Rasmus HojlundRasmus Hojlund

Ancora una volta Rasmus Hojlund è stato giudicato non sufficiente nei giudizi della gara di ieri contro il Como. Il danese non deve diventare il capro espiatorio della fase offensiva

Ultime notizie calcio Napoli - Rasmus Hojlund con Antonio Conte ha cambiato modo di giocare. Il danese, prima del suo arrivo a Napoli, era conosciuto particolarmente per la capacità di attaccare la linea difensiva avversaria puntando molto sull’accelerazione poderosa ed anche una fisicità importante in area di rigore. In azzurro, Rasmus ha scoperto nuovi orizzonti che senza dubbio hanno arricchito il bagaglio professionale di questo ragazzo che, non lo dimentichiamolo, è un classe 2003. Sotto la gestione Conte, ha imparato a fare anche quel lavoro sporco che l’allenatore chiede storicamente alla sua prima punta. L’ex Manchester United fa sempre a sportellate con il difensore avversario, protegge palla e la scarica sistematicamente ai compagni che avanzano. Oggi è più ricco di soluzioni rispetto a prima, non vi è alcun dubbio. Tuttavia, pur elogiando il sacrificio e l’evoluzione del suo gioco personale, Hojlund di mestiere fa il centravanti e come tale deve calciare il più possibile verso la porta.

Ma quante palle giocabili ha avuto finora Rasmus? Se andiamo ad analizzare le statistiche delle ultime 4 partite, viene fuori che qualsiasi attaccante farebbe fatica a fare gol in questo Napoli. Contro Como, Cremonese, Lazio e Parma, le conclusioni pulite di Rasmus verso la porta avversaria sono state in tutto appena 6. Balza all’occhio lo zero contro la Cremonese dove gli azzurri comunque andarono a segno con un perentorio poker. Sintomatico è anche il numero di volte in cui Hojlund ha toccato palla nelle quattro gare menzionate in precedenza (74). In media sono 18,5 tocchi in ogni match.

C’è chi si chiede se davvero Hojlund possa essere il futuro del Napoli. I numeri ci dicono che, stando alle ultime partite, anche uno come Lewandowski farebbe fatica senza avere possibilità di calciare più volte in porta. Rasmus ha tutto per riprendere a fare gol, ma non gli si butti addosso la croce. Guardiamo anche il lavoro che deve fare per la squadra. La sua generosità, il suo sacrificio sono senza dubbio un valore aggiunto. Una delle massime di Nereo Rocco era: “Una squadra perfetta deve avere un portiere che para tutto, un assassino in difesa, un genio a centrocampo, un 'mona' che segna e sette asini che corrono”. Ecco, Rasmus legga o si faccia spiegare il significato dell'espressione "un mona che segna". A patto che gli arrivino palloni puliti per calciare verso la porta avversaria.

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