01-02-2025
18:45
Giuseppe Bruscolotti ha rilasciato una intervista a La Stampa. Ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli24:
Lei era il classico «duro»…
"Non facevo toccare palla, in un modo o nell’altro, però la cattiveria l’ho sempre osteggiata. Ho smentito chi mi ha accusato di mirare alle caviglie, ma ancor prima lo ha smentito la mia carriera: poche espulsioni e avversari diretti sempre usciti con i loro piedi dal campo. Al massimo lagnandosi, ma quello ci sta".
I conti sospesi con Elkjaer sono diventati leggenda.
"Cominciò lui, a Verona, con una gomitata allo stomaco che mi tolse il fiato. Mi avvicinai e gli dissi “da questo momento aspettati di tutto” e al primo pallone spiovente lo colpii al ginocchio. E non è tutto: quando cadde, con la scusa di rincuorarlo, mimando una carezza, gli strizzai l’orecchio e chiesi se aveva capito. A Napoli, al ritorno, non giocò, e quando in un’altra occasione entrò dalla panchina chiesi a Ferrario di invertire le marcature. Lo presi in consegna io e non passò la metà campo"..
Si narra che lo aspettò anche nel tunnel.
«Chiesi a Castellini di fare quello che chiamavamo blocco, o gabbia: fermarlo o rallentarne il passo, poi sarei arrivato io. Sì, a quei tempi capitavano anche le scazzottate nei sottopassi, ma anche quelle finivano lì. Elkjaer, però, capì tutto e si infilò in mezzo alla terna arbitrale».
27/04/26, 23:45
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