Alessandro Moggi: "Porto il mio nome con orgoglio. Devo tutto a mio padre, l’unico violentato da Calciopoli"

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Alessandro Moggi: Porto il mio nome con orgoglio. Devo tutto a mio padre, l’unico violentato da Calciopoli

Alessandro Moggi parla di Calciopoli

Ultimissime Napoli - Alessandro Moggi ha rilasciato alcune dichiarazioni al Foglio Sportivo: "Da un punto di vista umano mi hanno indurito tantissimo. Non credevo più nella giustizia, i danni economici e morali erano evidenti nella misura in cui mi hanno tolto la famiglia e tolto il lavoro a mio padre, l’unico davvero violentato da questo scandalo. Le conseguenze hanno preso corpo nell’amarezza di non poter far rivivere a mio figlio ciò che avevo vissuto io tra squadre, spogliatoi, stadi, calciatori ed emozioni che per un adolescente sono impagabili. Devo tutto a mio padre che, per me, rimane un modello di vita e professionale incredibile. Mi ha insegnato il rispetto e la cultura del lavoro, trasmesso il valore delle persone e degli impegni. Ricordo che sette mesi dopo il mio esame da agente, era il settembre del 1993, vado insieme a lui a vedere qualche match dei Mondiali negli Stati Uniti. A un certo punto, mi chiede di fare una telefonata per lui che finisco per dimenticare: segue una cazziata di frasi violentissime, quella sì, che non potrò scordare mai. Da quel momento, ho capito come si lavora"

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