Sei abbonato e fai causa al Napoli? Voucher ritirato, al San Paolo non entri più! Ieri le prime 'vittime' del nuovo regolamento

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Sei abbonato e fai causa al Napoli? Voucher ritirato, al San Paolo non entri più! Ieri le prime 'vittime' del nuovo regolamento

Distinti e Tribuna Posillipo in subbuglio, mettiamola così. E' successo un po' di putiferio nella giornata di ieri al San Paolo, dove si è consumata una pagina nera nel rapporto tra abbonati e la SSC Napoli. Motivo? Secondo testimonianze pervenute alla nostra redazione, molti tifosi contro il Benevento sarebbero stati respinti ai tornelli, con la tessera inutilizzabile a causa di una clausola contrattuale violata. Quale? Quella che detta i termini per sfruttare agevolazioni, benefit e posto riservato allo stadio in tutte le gare.

Il motivo sembra paradossale, ma non lo è: chi sottoscrive un abbonamento firma un contratto col club, un accordo tra le parti in cui, da quest'anno, De Laurentiis si è riservato la possibilità di revocare tessera e vietare l'ingresso presso l'impianto al singolo tifoso che ha proposto o è in procinto di proporre azioni legali nei confronti della società(Articolo 3 del modulo di cui vi proponiamo qui un Pdf)

Il senso è: mi hai fatto o stai per fare causa? L'abbonamento non è valido e non entri. Ed è proprio quello che è successo nella giornata di ieri: diversi tifosi, qualche mese fa, hanno intrapreso una class action con richiesta di risarcimento danni (circa 250 euro) per lo svantaggio economico derivato dalla scorsa stagione, quando i possessori di abbonamento si sono ritrovati a pagare di più rispetto ai compratori del biglietto singolo.

La SSC Napoli cosa ha pensato di fare? Di tutelarsi, da quest'anno, inserendo questa clausola che probabilmente i sottoscrittori, distratti e in buonafede, non hanno nemmeno letto ed accettato. Morale della favola: niente partita, abbonamento di 775 (costo dei Distinti) o 1500 euro (costo della Tribuna Posillipo) pagato in anticipo nullo e l'umiliazione di tornare a casa senza vedere la partita della squadra del cuore.

Inutile entrare in discorsi giuridici, saranno legali ed esperti in materia eventualmente a farlo, ma ci chiediamo: nell'anno in cui serve l'aiuto incondizionato di tutti, per raggiungere un traguardo che manca in città da oltre 27 anni, è normale arrivare a questo punto di non ritorno sul piano pratico? La risposta è no. Nonostante un regolamento che parla chiaro e che andava spulciato in ogni singolo punto prima di essere firmato.

Inutile lamentarsi poi se il Napoli è penultimo nella classifica abbonati, se alla prima incomprensione con chi ti dà fiducia incondizionata ad inizio anno, a scatola chiusa, invece di dialogare gli sbatti la porta in faccia. Quando, come in questo caso, non hanno poi tutti i torti. Se poi mettiamo che lo stadio è fatiscente; che arrivarci è quasi un'impresa nelle partite di cartello tra traffico e disservizi; che mancano perfino i requisiti minimi d'igiene nei bagni e che la partita in alcuni settori si vede male, andare al San Paolo è diventato stressante e quasi poco conveniente.

A questi tifosi adesso non resta altro che chiedere il rimborso dell'abbonamento e acquistare il tagliando singolo: in questo caso non c'è regolamento che vieti l'ingresso nell'impianto, tantomeno un tornello che, tramite chip, riconosca il tifoso in blacklist.

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