Era proprio necessario fischiare col Lille? Buone e cattive notizie dalle amichevoli al Maradona

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Era proprio necessario fischiare col Lille? Buone e cattive notizie dalle amichevoli al Maradona

Come arriva davvero il Napoli in vista del 4 gennaio

Parola d'ordine: niente allarmismi. Il calcio invernale - inteso come amichevoli - vale quello estivo e ricordiamo tutti come è fiinta al Maradona col Benevento a inizio stagione. Ovviamente questo non significa che quanto visto prima col Villarreal e poi col Lille non debba portare a una riflessione e ad alcune valutazioni interne da parte di Luciano Spalletti, tuttavia non è nemmeno un dato realmente attendibile in vista del rientro in campionato per il quale mancano quasi due settimane ancora. Il Napoli è sulle gambe, sì. E' anche lento e contratto e lontano dalla forma migliore. Non si può negare l'innegabile.

Ma da qui a temere realmente un tracollo, senza considerare i carichi di lavoro ancora nelle gambe e a fischiare al Maradona, dopo quanto ha fatto questa squadra in quest'avvio di stagione chiudendo a +8 in campionato, è stato probabilmente ingeneroso. Anche se la disfatta, magari avvenuta in quel modo umiliante, fa comunque rabbia.  Ma come spesso accade, dietro una cattiva notizia si nasconde anche un'opportunità.

Un'occasione di riflessione, un campanello d'allarme che rimette tutti sull'attenti e invita alla massima concetrazione. Senza queste amichevoli il Napoli avrebbe fatto un salto nel buio fino al 4 gennaio. Invece adesso è consapevole di non godere della propria brillantezza - come da programma in realtà - e si cercherà di arrivare pronti per gennaio. "I motivi di questa sconfitta è che le gambe non vanno dietro le intenzioni. Dobbiamo subito dare una registrata e capire che dobbiamo fare qualcosa di più individualmente e trovare equilibrio senza cercare di andare sempre a prendere gli avversari", ha riferito il mister nel post partita. 

Senza Kim e i fondamentali Zielinski e Anguissa, le buone notizie giungono soprattutto dall'attacco con un Osimhen scatenato come lo abbiamo lasciato e anche un Raspadori in grande spolvero anche nella nuova posizione in cui Spalletti lo ha provato. Meno bene Kvaratskhelia, la cui forma migliore è al momento ancora oggettivamente lontana, e un altra pedina fondamentale come Lobotka che appare lento e appesantito.

Ma nessuna preoccupazione, almeno finché non si inizierà a fare davvero. Fondamentalmente c'è un solo problema per il Napoli: il calendario di gennaio, mese nel quale - virtualmente - si può decidere già tutto in caso di bottino pieno o risultati importanti. Le prossime gare non permetteranno errori, ma da un certo punto di vista meglio partire subito con l'attenzione alta e non con partite cuscinetto che sarebbero potute diventare trappole mortali per una squadra recidiva. L'attacco del Napoli funziona e andrà ancora meglio con gli inserimenti dei nazionali, la difesa meno, ma il rientro di Kim aiuterà. Poi la mano di Spalletti farà il resto. Come ha sempre fatto da un anno a questa parte. 

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