SSC Napoli in vendita? La cordata USA vuole il closing entro agosto, spuntano le motivazioni
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Napoli in vendita? La corda USA vuole chiudere entro agosto
De Laurentiis venderà la SSC Napoli agli americani? Se ne parla ormai da settimane dopo che è diventato di dominio pubblico il tentativo della North Sixth Group di acquisire il club partenopeo grazie ad un'offerta da 2,2 miliardi di euro.
A rappresentare la parte americana è Matt Rizzetta, CEO di North Sixth Group, founder & managing partner di Underdog Global Partner, che da mesi fa la corte a De Laurentiis per tentare di aprire uno spiraglio nella trattativa. Oggi se ne parla anche sul quotidiano Il Mattino, dove vengono specificate anche le eventuali tempistiche dell'operazione.
Napoli in vendita? Trattativa entro agosto
Secondo quanto riporta Il Mattino, infatti, i fondi americani che hanno raccolto oltre 2 miliardi di euro non possono tenere ferma questa liquidità troppo a lungo: "e dunque, se entro agosto non dovesse costituirsi la “due diligence” necessaria per passare alla fase conclusiva dell’eventuale “closing”, punterebbero ad altro". In pratica, se entro agosto non ci saranno spiragli nella trattativa, il fondo dirotterà quei 2,2 miliardi verso un altro club europeo.
In ogni caso, ad oggi De Laurentiis non ha mai aperto seriamente alla trattativa. Anzi, Il Mattino fa sapere come Matt Rizzetta sia rimasto anche abbastanza infastidito dalle dichiarazioni pubbliche del presidente, che di recente ha negato di aver intavolato seri colloqui in merito. Difficilmente le cose cambieranno da qui a fine agosto:
"Per ora, la certezza è che De Laurentiis non vende il Napoli. E non è interessato neppure alla cessione parziale delle quote, secondo il modello Percassi e Atalanta"
Cordata USA, Rizzetta spiega l'interessamento alla SSC Napoli
"Senza dubbio. Penso che quando si guarda al marchio Napoli, c'è una variabile che ovviamente si deve valutare per il rischio in questi accordi. Quindi non ci stiamo muovendo alla cieca dicendo che non c've rischio. Il rischio c'è, certo, c'è un rischio enorme e sono felice di segnalare quello che credo sia il rischio più grande, ma il Napoli come marchio per me ha un potenziale di crescita illimitato. Ne ho parlato proprio riguardo al progetto del basket. Solo negli Stati Uniti ci sono 20 milioni di italo-americani. Abbiamo parlato con l'NBA di questo e con l'EuroLeague di questo. Ci sono 20 milioni di italo-americani. Non conosco il numero esatto, ma è tipo il 90% di loro a provenire o a essere discendente di immigrati dell'Italia meridionale. Quindi si identificano con Napoli. Napoli è la capitale del Sud Italia. Non si identificano con Roma. Non si identificano con Milano. E sia chiaro, nulla contro Roma, amo Roma. Il mio sogno era vivere a Roma, quindi amo Roma, ma quando parli del potenziale internazionale del marchio Napoli, credo che sia uno degli asset unici più preziosi in termini di potenziale rispetto a qualsiasi asset sportivo internazionale al mondo. Sapete, forse al di fuori di... ovviamente il Real Madrid è una potenza e il Real Madrid sta in piedi da solo, ma quando guardi a un marchio sportivo a livello internazionale in Europa che potrebbe creare questo tipo di attrattiva globale attingendo a quel tipo di comunità... penso che solo a San Paolo ci siano tipo 8 milioni di persone di origine napoletana. È qualcosa di folle. Il potenziale di crescita è senza limiti. Ha solo bisogno di essere strutturato, organizzato e gestito correttamente. E parliamo di tutti i tipi di cose in termini di innovazione, ricostruzione di negozi al dettaglio, fan club, tutta quella roba lì. Un'intera serie di altre cose. Il rischio secondo me — so che non me l'hai chiesto, ma anticipo la domanda — è che devi entrare in questi affari con gli occhi spalancati. La Premier League è come una macchina in questo momento. È un colosso nel calcio globale. Penso che persino la Championship inglese sia classificata come il quarto o quinto campionato più competitivo al mondo, il che è pazzesco. La seconda divisione inglese è un campionato tra i primi cinque. Ma comunque... molto di questo lo stai scommettendo sulla Serie A e sul calcio italiano, e questo sotto certi aspetti è fuori dal nostro controllo e fuori dal tuo controllo quando guardi, sapete, ai diritti TV, e se guardi alle prestazioni in Champions League di queste squadre, guardi alla nazionale italiana, che non va ai Mondiali da... non voglio nemmeno dirlo. Le mie tre figlie, Viviana, Valentina, Simona... è quasi impensabile che... penso che l'unica mia figlia ad aver visto un Mondiale sia Viviana. È nata nel 2010. È pazzesco".

