Pagelle Genoa-Napoli: De Bruyne e Vergara picconatori, Lang scrive un SMS agli esperti di mercato. Hojlund come i Pooh a Sanremo 1990
22:40
Pagelle e voti di Genoa-Napoli
Ultime notizie Napoli - Termina il match della prima giornata di Serie A con il Napoli che ha affrontato il Genoa allo stadio Luigi Ferraris. Le pagelle Genoa-Napoli su CalcioNapoli24, con i voti e la spiegazione dettagliata per ogni singolo calciatore azzurro.
Pagelle Genoa Napoli, i voti della partita
Meret 5,5. Leggerezza grave con i piedi al 7’ con Vitinha che la mette fuori di un nulla graziandolo. Per il resto non viene mai chiamato in causa dagli avversari
Di Lorenzo 6. Dal suo lato il Genoa affonda i colpi arrivando molto spesso sul fondo nella prima parte di match. Da una sua iniziativa nasce il primo squillo della gara. Tiene la posizione offrendo sempre una soluzione in fase di palleggio.
Rrahmani 6,5. Ci mette il solito mestiere quando deve intervenire. Nel primo tempo è quello che tocca più palloni dei suoi compagni di squadra (49) e questo la dice lunga. Prestazione di bosco e riviera da parte del kosovaro che tiene su la linea nel momento più difficile. Baluardo.
Rafa Marin 6. L’ultima accanto di Rrahmani risaliva a Lazio-Napoli del 2024/25 quando giocò 5 minuti nelle battute finali dell’incontro. Sbaglia una gestione innescando un’azione pericolosa genoana ad inizio primo tempo. Acquista un magigore sicurezza nel secondo tempo dove non rischiao sbaglia praticamente niente. Esce per un problema fisico (80’ Olivera s.v)
Spinazzola 6. Parte più basso per non prendere imbucate da Norton Cuffy. Accompagna poco Alisson quando quest’ultimo va nell’uno contro uno con Marcandalli per ordini di scuderia. Tatticamente è attento. Prestazione di grande solidità. Più propositivo nella seconda parte di gioco.
Anguissa 5,5. Amorim lo mette in difficoltà sul piano del ritmo nella prima parte del primo tempo. Qualche recupero prezioso ma non dà il cambio di marcia negli ultimi metri. (67’ De Bruyne 7. Si piazza sulla trequarti nel 4-2-3-1. La combinazione con cui va in gol è un mix di forza, cazzimma e tecnica pura. Ci mette lo zampino nello 0-2).
Lobotka 6,5. Prova a dirigere il traffico provando a rallentare la verve del Genoa. Baldanzi gli spunta intorno come una zanzara, ma Stani non perde mai la bussola delle giocate in cabina di regia. Nel secondo tempo alza i giri del motore e la manovra ne giova.
McTominay 6. Il primo tempo è di grande sacrificio da parte dello scozzese che copre il centrosinistra. Non riesce a trovare la giusta posizione in fase di possesso per dare appoggio a Hojlund. Meglio nel secondo tempo quando un suo tiro cross per poco non porta al gol.
Politano 5,5. L’unico lampo del primo tempo è una combinazione a memoria con Di Lorenzo che effettua un tiro cross. Ellertsson lo contiene concedendogli poco. Ammonito al 54’ per entrata scomposta ai danni di Vasquez. (66’ Vergara 7. Stazione sulla fascia destra ma si accentra per giocare palla e liberare la corsa di Di Lorenzo. Il tacco che manda in gol De Bruyne è tecnica pura. Capitalizza al meglio una prova super con il raddoppio).
Hojlund 5,5. Primo tempo di grande sofferenza con Ostigard. Se dovessimo paragonare ad una colonna sonora la prima frazione di Rasmus, faremmo all-in su “Uomini soli” dei Pooh a Sanremo 1990. L’ex Manchester United viene lasciato solo in balia dei tre centrali rossoblu che lo marcano in modo agevole. Legge con un decimo di secondo in ritardo il traversone di McTominay al 70’. (78’ Lucca 6. Da un suo strappo nasce l’azione che porta al secondo gol la squadra).
Alisson 6. Sterzata e tiro (a lato) al 38’ del primo tempo. Dà la sensazione di creare sempre pericoli al Genoa. Non brilla per precisione nell’ultimo tocco, ma almeno prova a dare un input. Si spende anche in copertura. Volenteroso. (66’ Lang 6. Entra bene provando sempre l’uno contro uno. Dà senza dubbio vivacità e qualità. Un SMS agli esperti di mercato: la sua testa è sul Napoli. Il resto si vedrà).
Allegri 7. Sceglie di abbassarsi per far sfogare il Genoa. Gli va più che bene su alcune letture sbagliate dei suoi difensori e di Meret in palleggio. La squadra tiene botta e chiude il primo tempo con qualche timido lampo di Alisson. Altra musica nel secondo tempo dove il baricentro è più alto e si vede una squadra più propositiva. Fa una mezza rivoluzione inserendo più qualità con De Bruyne, Vergara e Lang. I cambi lo premiano in tutto e per tutto. Il Conte Max sbanca il Ferraris: senza corto muso.
