Dopo Napoli-Inter inviata segnalazione e diffida ad AGCOM, Commissione di Vigilanza RAI e FIGC: il motivo

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Dopo Napoli-Inter inviata segnalazione e diffida ad AGCOM, Commissione di Vigilanza RAI e FIGC: il motivo

L’avv. Erich Grimaldi e il Notaio dott. Alessandro Zampaglione hanno inviato in data odierna una segnalazione–diffida formale all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), alla Commissione Parlamentare per la Vigilanza sui Servizi Radiotelevisivi, nonché, per conoscenza, a DAZN Limited, RAI, AIA, FIGC, SSC Napoli e FC Internazionale Milano, in merito alla telecronaca e ai commenti post–gara di Napoli–Inter del 25 ottobre 2025.

Nel documento si contesta la mancanza di imparzialità e di equilibrio nella copertura televisiva dell’episodio del rigore assegnato contro il Napoli, nonché la pressione mediatica che ne è derivata, culminata, poi, nella sospensione dell’arbitro Mariani e dell’assistente Bindoni.

La diffida richiama anche il precedente del derby di Milano del 7 novembre 2021, quando un episodio analogo non generò né polemiche né provvedimenti, e denuncia un doppio standard informativo a danno della società partenopea e della serenità del corpo arbitrale.

«Si è assistito – si legge nella segnalazione – a un vero e proprio cerchiaggio mediatico, in cui telecronache, commenti e talk hanno isolato e amplificato l’episodio fino a condizionare la percezione pubblica e, indirettamente, le decisioni disciplinari. Un sistema mediatico che orienta e non informa rischia di compromettere la credibilità del calcio italiano».

Gli istanti chiedono che l’AGCOM e la Commissione di Vigilanza RAI accertino eventuali violazioni dei principi di imparzialità e trasparenza nell’informazione sportiva, e che l’AIA e la FIGC rendano pubbliche le proprie determinazioni in merito ai provvedimenti adottati.

«Non si tratta di difendere una maglia ma di tutelare l’equilibrio del sistema sportivo nazionale», dichiarano Grimaldi e Zampaglione. «Un’informazione sbilanciata, specie in un contesto di monopolio editoriale, può trasformarsi in una forma di pressione che incide sulla serenità e sull’autonomia degli arbitri. Questo non è accettabile in un Paese che fonda lo sport sui principi di lealtà e imparzialità».

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