Cronache di Napoli: "Benitez andrà via a fine stagione. I big del Napoli in bilico con l'addio dello spagnolo"
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Non sono ancora ufficialmente due giocatori del Napoli, eppure sia Ivan Strinic che Manolo Gabbiadini, hanno avuto parole d’elogio per Rafa Benitez. “Sarà un onore essere allenato da lui” ha detto il croato. “Con lui mio fratello potrà crescere” l’auspicio di Melania Gabbiadini, la sorella dell’attaccante ex Samp. Nelle loro parole una verità ormai acclarata: è Rafa Benitez il perno attorno a cui ruota tutto il mercato del Napoli. La sua storia e la sua personalità sono un ago della bilancia capace di far pendere una trattativa dal lato degli azzurri. Basta fare un passo indietro. Nell’estate del 2013, l’approdo sulla panchina azzurra del tecnico spagnolo è la condizione decisiva per portare a Napoli tre giocatori del Real Madrid. Higuain, Callejon e Albiol dicono sì a De Laurentiis perché Benitez è una garanzia, il sinonimo di un progetto serio e vincente. Per lo stesso motivo, anche Pepe Reina dice sì e i quattro si rivelano l’asse portante della squadra che arriva al terzo posto e vince la Coppa Italia, sfiorando la qualificazione agli ottavi di Champions League. Rafa, del resto, non è il tipo che si risparmia. Viene dall’esperienza inglese con Liverpool e Chelsea, dove l’allenatore, non a caso, si chiama manager o boss, è cioè un dirigente oltre che un tecnico. Rovente il cellulare di Don Rafè, che chiama, contatta, sonda, cerca. E ci mette la faccia, sempre, spendendo il suo palmares e la sua carriera da allenatore plurititolato. A Napoli ha già vinto due coppe in un anno e mezzo, impresa non da poco. Più difficile, per non dire impossibile, quella di convincere De Laurentiis a dare al Napoli un respiro più europeo, investendo non solo nella squadra ma anche nella dirigenza e nelle strutture del club, vivaio e stadio in primis. Però, sino a che sarà sulla panchina azzurra, continuerà a far valere il suo appeal, a contattare giocatori e allenatori, a parlare in prima persona con agenti e manager. Don Aurelio lo sa bene e forse anche per questo sa di trovarsi dinanzi a un bivio decisivo. Con l’addio più che probabile di Benitez a giugno, la scelta della successione sarà delicatissima. Per la panchina e per la squadra, certo, ma anche per il mercato. Che perderà inevitabilmente l’appeal e i contatti del professore di Madrid.

