23-04-2026
14:30
Napoli-Cremonese domani allo stadio Maradona. Poi, dovesse arrivare un risultato positivo, a quattro giornate dalla fine, sul tavolo potrebbe esserci il futuro di Antonio Conte con un incontro anticipato tra il tecnico del Napoli e Aurelio De Laurentiis.
Degli scenari ne ha parlato anche l'allenatore Massimo Rastelli, tra le altre ex della squadra di Cremona, intervenuto a "1 Football Club" di Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio.

Un commento sulla possibile permanenza di Conte e sull’eventualità di un addio a fine stagione:
“Ascoltando le dichiarazioni di Antonio non mi sembra un allenatore con l’idea di andare via, anzi, credo abbia la volontà di iniziare un nuovo ciclo, magari una terza stagione, anche sulla base di quanto successo quest’anno, tra aspetti positivi e altri meno. Il Napoli potrà essere protagonista, ma tutto dipenderà dagli incontri a fine stagione tra allenatore, direttore sportivo e presidente. Si guarderanno negli occhi per capire se c’è ancora una visione comune. Oggi può succedere di tutto, ma io mi auguro e penso che Conte resterà.”
Come si prepara la sfida contro la Cremonese, tra motivazioni diverse e obiettivi opposti:
“Dopo una brutta prestazione contro la Lazio, il Napoli deve avere un approccio completamente diverso, per qualità e determinazione. È vero che la Cremonese lotta per salvarsi e avrà grande motivazione, ma il Napoli deve reagire subito. Al di là della Champions ormai vicina, è fondamentale chiudere bene il campionato, in crescendo, perché sono queste le sensazioni che restano ai tifosi. Servirà massimo rispetto per un avversario in difficoltà, ma che venderà cara la pelle: anche un punto per loro può essere decisivo.”
Una valutazione sulla crescita di Conte tra pragmatismo e flessibilità tattica:
“Ogni stagione porta crescita per un allenatore. Si accumulano esperienze, informazioni, si migliora sotto tutti i punti di vista. Conte quest’anno, anche a causa dei tanti infortuni, è stato bravissimo a ridisegnare continuamente la squadra, trovando soluzioni diverse per mantenere prestazioni e risultati. Non era semplice, quindi credo sia stata un’annata molto formativa anche per lui, che ha dimostrato grande capacità di adattamento.”
Un’analisi sulla necessità di trovare un’alternativa a Lukaku per la prossima stagione:
“Il profilo ideale deve essere un attaccante capace di reggere l’impatto con una piazza come Napoli. Deve sapere che potrebbe partire dietro nelle gerarchie, ma farsi trovare sempre pronto quando viene chiamato in causa. Oggi con i cinque cambi si può incidere molto anche a partita in corso. Non è necessario essere titolari per essere determinanti.”
Quanto sarà delicato il lavoro di sfoltimento della rosa tra cessioni e rientri dai prestiti:
“Sarà fondamentale il lavoro del direttore sportivo. Dovrà capire come piazzare quei calciatori che non rientrano più nel progetto tecnico. Alcuni sono stati ceduti a gennaio e difficilmente faranno parte del futuro, quindi servirà abilità nel trovare soluzioni che permettano di limitare le perdite o magari ottenere anche vantaggi economici.”
Un giudizio sulle scelte di mercato e sul rendimento di alcuni nuovi innesti:
“Quando si fanno delle scelte iniziali, si pensa sempre al bene della squadra e ad alzare il livello qualitativo. Poi però è il campo a dare il verdetto. Le responsabilità vanno condivise tra chi sceglie i giocatori e i calciatori stessi, che devono dimostrare il loro valore. È chiaro che alcuni, come Lucca e Lang, non sono riusciti a entrare nel cuore dei tifosi e le loro prestazioni sono state deludenti, non incidendo come ci si aspettava.”
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