Nuovo stadio Napoli, De Laurentiis: "Prima pietra? Se non ci saranno intoppi direi di sì" | VIDEO

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Autore Simone Guadagno Giornalista pubblicista · Specialista SEO

Nuovo stadio Napoli, l'annuncio di Aurelio De Laurentiis

Nuova maglia Napoli 2026/2027 - I tifosi della SSC Napoli dopo l'annuncio del nuovo allenatore azzurro, con Massimiliano Allegri che è stato ufficializzato dal tweet presidenziale, erano in attesa di assistere alla presentazione della nuova maglia SSC Napoli 2026/2027.

Ieri, a bordo della nave MSC World Europa, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della nuova maglia del Napoli 2026/2027, occasione in cui ha preso la parola anche il presidente Aurelio De Laurentiis, intervenuto anche a proposito del nuovo stadio Napoli.

Nuovo stadio Napoli, l'annuncio di De Laurentiis

Di seguito uno stralcio del suo intervento:

"Prima pietra dello stadio? Io, se non troverò degli ostacoli burocratici sul mio percorso, immagino proprio di sì. Però vedi: questo è un Paese molto strano, dove i politici fan politica guardando molto allo specchio loro stessi. Dove non appaiono i cittadini. Questo è un problema di tutt'Europa, amo l'America con tutti i difetti: lì c'è un grandissimo rispetto per il successo. In Italia, c'è una grandissima invidia per il successo. E sullo stop che tu puoi dare a chi si produce, si inventa, si spacca in quattro, la volontà di creargli burocraticamente lacci e lacciuoli per rendergli la vita impossibile, è lo sport preferito dagli altri. Quando nel '67, dopo che nel '65 fu fatta la legge 12-13 dal Ministro Corona... Gli americani avevan detto a noi che avevamo perso la guerra: basta che non fate concorrenza col cinema, vi compenseremo con 3 film colossal che verremo a girare da voi, fra cui Cleopatra. Invece poi, l'abilità italiana, fece sì che vennero fuori i vari Fellini e molti altri, non solo si cominciarono a vincere degli Oscar. Non solo i Rossellini e De Sica vari, fecero film straordinari. Ma il film di genere, cosiddetto, cominciò a creare sulla bilancia del cinema mondiale un vantaggio per il cinema italiano che arrivò al secondo posto nel mondo come fatturato e numero di film prodotti ogni anno. Gli americani dissero: ma come mai, ci eravam messi d'accordo?! E presero Andreotti, che disse: non posso fare nulla. E presero il Ministro Corona che con quella legge tagliava le gambe all'industria del cinema italiano. Mio zio cercò di resistere per due anni e poi nel '67 fece le valige e andò in America. Io avevo 18 anni e volevo divertirmi. Mi dissero che in Italia non si poteva fare nulla. E poi è stata una cavalcata di successo nel cinema con grande impegno, ma mi son guardato allo specchio e ho detto: questo è un Paese difficilissimo che ha messo in ginocchio il cinema italiano. E mi dissi: non uscire mai dai binari. Ho fatto tanti film di successo, con grandissimo lavoro, ma dal quale ho imparato marketing e creatività, utili nel mondo del calcio dove io non sapevo nulla. E questa è stata la mia fortuna".

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