Milanese: "Il rischio di non fare le coppe diventa una cosa troppo brutta per i campioni d’Italia"

Le Interviste  
Milanese: Il rischio di non fare le coppe diventa una cosa troppo brutta per i campioni d’Italia

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Mauro Milanese, ex calciatore, tra le altre, di Napoli e Inter. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Per il Napoli è stato un punto guadagnato o due punti persi? “È stato un punto guadagnato. Quando si va sotto con l’Inter è sempre difficile recuperare. I nerazzurri erano partiti forte, hanno avute tante occasioni. La squadra di Calzona ha fatto una buona prestazione, culminata con un pareggio. E’ un risultato giusto”

Un punto utile per la corsa Champions? “In ottica Champions, forse, il Napoli avrebbe avuto bisogno di punti molto più dell’Inter. I punti pesavano più per gli azzurri, dunque. Il rischio di non fare le coppe diventa una cosa troppo brutta per i campioni d’Italia”

Gli azzurri possono farcela per la qualificazione in Champions? “La forza del Napoli è evidente. Tuttavia, c’è un Bologna in grande forma, una Roma rivitalizzata con l’arrivo di De Rossi. Le rivali corrono, sarà necessario avere continuità e vincere più partite possibili”

L’Inter è una squadra forte o l’Inter allenata da Inzaghi è una squadra forte? “Per me, l’Inter allenata da Inzaghi è una squadra forte. È il gioco che ha dato Inzaghi a garantire la forza della squadra. Sempre propositiva, in grado di imbucare palla per gli attaccanti con grande velocità nelle verticalizzazioni. È la squadra che ha fatto più progressi negli ultimi anni sotto questo punto di vista”

Con Osimhen il Napoli avrebbe avuto maggiori chance di vittoria? “Con un Osimhen in forma, diciamo sopra la media, il Napoli avrebbe potuto contare su un’arma in più. A parte Acerbi, non dico che i difensori nerazzurri abbiano un fisico esile, ma la prorompenza fisica e la sua progressioni avrebbero potuto essere determinanti. L’abbiamo visto anche con Spalletti, lo scorso anno. Il Napoli, senza il nigeriano nello sprint finale, ha fatto un po’ più fatica. Il nove azzurro riesce a lavorare benissimo con il corpo ed a sfruttare la propria velocità. Ma sa anche riempire l’area”

Ancora oggi, nel 2024, può valere la scusa delle ‘cose di campo’ per un insulto razzista? “È chiaro che il razzismo sia da condannare. C’è un costume del tifo italiano che va cambiato, ed è giusto combatterlo. Alla fine, non penso che Acerbi pensi realmente quel che ha detto”

Il Meret visto a San Siro è un portiere titolare per la Nazionale di Spalletti? “Magari è un portiere che non esalta, anche per il suo modo di porsi. È una brava persona, peccato non metta maggiormente in mostra le sue qualità. Ci sono giocatori che sono più bravi ai microfoni che in campo. Anche Simone Inzaghi è più bravo di quel che trasmette”

Italia-Venezuela e Italia-Ecuador le amichevoli della prossima sosta. È giusto andare così lontano nel momento clou della stagione? “I giocatori dei top club hanno già tanti impegni di calendario, dovendo affrontare tre competizioni e tanti rischi di infortunio. Farei una legge a riguardo, almeno le amichevoli andrebbero fatte vicino”

Dopo l’eliminazione in Champions crede che l’Inter possa risentire anche in campionato? “Non credo. I punti di vantaggio sono tanti. Ieri, ho guardato la partita e ho visto una reazione. Bisogna considerare che l’Atletico era un rullo compressore prima della sfida contro i nerazzurri. Tuttavia, contro i partenopei ho visto una squadra arrabbiata e sono sicuro vorrà riprendere il cammino in campionato”

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