Lazio, Tare su di giri: "Se non sono morto adesso, non morirò più"
21:38
Igli Tare, visibilmente stremato, si presenta ai microfoni di Lazio Style Radio: "Un grazie va alla squadra che ha lottato e creduto fino alla fine a questo traguardo. Un grande abbraccio va ai tifosi che giovedì ci hanno dimostrato un affetto infinito e ce lo siamo portati a Napoli.Quando siamo tutti uniti, possiamo raggiungere tanti traguardi importanti. Grazie a tutto lo staff, ai magazzinieri perché è stato un cammino sempre in crescita con una squadra e uno staff di persone vere.Questo cammino è stato premiato, anche se non sono morto stasera non morirò più in vita mia (ride, ndr). Adesso è facile parlare della scelta di Pioli, ma lui è stato il primo che abbiamo contattato. Lui ha avuto subito le stesse idee su come deve giocare questa squadra.Abbiamo valutato bene perché lui è stato fondamentale dando una mentalità vincente, ha inciso molto per far tornare la gente allo stadio. In alcuni momenti tanti giornalisti hanno criticato il fatto che la Lazio giocasse in modo troppo offensivo, ma noi eravamo d'accordo subito. Avevamo un bel gruppo, ma serviva identità di gioco e mentalità vincente. Ora dobbiamo mantenere la calma, fare le valutazioni giuste e preparare la prossima stagione. Adesso ci saranno due giorni di pausa totale perché dopo una partita del genere voglio solo andare al letto a dormire e sparire (ride, ndr). È un percorso nato cinque/sei anni fa, ora dobbiamo dare continuità perché questa sarà fondamentale per il futuro della Lazio".
Il diesse biancoceleste ha preso la parola anche ai microfoni di RaiSport: “Insieme al risultato di stasera e col traguardo raggiunto, penso che ritrovare i nostri tifosi è stata un’altra grandissima vittoria. Ho sentito tanti commenti dopo il derby, tutti dicevano che dovevamo giocare per il pareggio. Il nostro obiettivo di tornare in Europa era già raggiunto, volevamo giocarci il secondo posto. Sfortunatamente non ci siamo riusciti. Giocare la finale il mercoledì ha inciso sulla forma fisica della squadra. Se non sono morto stasera penso non morirò mai. Non avevo mai vissuto una serata del genere, il giusto premio a una Lazio che ha lavorato benissimo. Dai giocatori al mister. Il primo incontro con Pioli è stato a Formello prima di tutti gli altri. Mi ha subito colpito la sua filosofia di gioco. Abbiamo parlato quattro ore nel mio ufficio, ma son sembrati quattro minuti. Allenatore positivo con idee chiare e con un calcio propositivo.Serviva un allenatore che desse una mentalità di gioco vincente. Grazie a lui siamo riusciti ad ottenere questo traguardo. Ora dobbiamo esser bravi a preparare la prossima stagione. Sarà difficile, le aspettative della Lazio restano alte. Ho sentito Lotito, era morto anche lui, ci siamo fatti i complimenti a vicenda”

