Il dott. Castellacci: "Intervento al cuore di McTominay? Tra un mese sarà in campo! Ora può risolvere il problema delle vesciche"

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In diretta a Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport, è intervenuto Enrico Castellacci, ex responsabile medico della Nazionale italiana: 

“Cerco innanzitutto di rassicurare tutti: non si tratta di una patologia grave per McTominay, ma di una patologia lieve. Per questo viene definita un’aritmia benigna. È importante sottolineare proprio il termine 'benigna', perché significa che non siamo di fronte a una condizione maligna o particolarmente pericolosa.

Un’aritmia, per spiegarla in maniera molto semplice, è un’alterazione del normale ritmo dei battiti cardiaci. Esistono aritmie sopraventricolari e ventricolari, ma senza entrare troppo nei dettagli possiamo dire che quelle sopraventricolari sono generalmente meno pericolose. In questi casi il cuore può iniziare a battere molto più velocemente e si possono verificare delle crisi che, normalmente, durano poco e tendono a regredire spontaneamente.

Sono episodi che il giocatore avverte, ma che generalmente si risolvono da soli. La cosa positiva è che, quando necessario, esistono interventi relativamente leggeri e poco invasivi per risolvere il problema. Mi riferisco, in particolare, all’ablazione a campo pulsato. In maniera molto semplice, questa tecnica utilizza impulsi elettrici brevissimi e ad alta intensità che vanno a colpire le cellule responsabili dell’aritmia. Questi impulsi provocano una lesione selettiva di quelle cellule, eliminando di fatto il tessuto che genera l’alterazione del ritmo.

È una procedura che richiede poco tempo e che, generalmente, offre risultati molto buoni. Nel giro di circa un mese il problema può essere risolto e il giocatore può tornare progressivamente all’attività agonistica. Una volta completato il percorso, se l’intervento ha avuto l’esito atteso, non ci sono normalmente conseguenze particolari sulla carriera del calciatore.

Il termine “benigna” è importante anche per questo motivo. Non parliamo di una patologia che crea necessariamente grandi problemi, tant’è che il giocatore ha continuato a giocare e a esprimersi fisicamente a buoni livelli. Chiaramente può avere queste piccole crisi, che tendono a risolversi spontaneamente, ma che il calciatore può percepire.

Se si interviene attraverso l’ablazione e si eliminano le cellule che sono all’origine dell’aritmia, il ragazzo può tornare a una condizione assolutamente normale e, in linea generale, non dovrebbe avere problematiche collaterali in futuro.

Per quanto riguarda il recupero, nei primi giorni dopo l’intervento è necessario un periodo di riposo, dopodiché si può ricominciare progressivamente con la normale attività fisica. Il cuore e l’organismo devono comunque riadattarsi allo sforzo. Non essendoci più quelle cellule che provocavano l’alterazione del ritmo, il giocatore deve ritrovare gradualmente il proprio equilibrio fisiologico.

Problema di vesciche? In genere possono essere necessari circa 30-40 giorni per completare questo riadattamento allo sforzo e al movimento. Solitamente è un periodo più che sufficiente. In questo caso, inoltre, potrebbe essere un vantaggio avere a disposizione una ventina di giorni di pausa legati alla sosta per le Nazionali, perché il calendario del campionato prevede uno stop che può essere sfruttato anche per risolvere quel problema lì“.

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