Fabregas: "La prima volta che ho visto che il calcio stava cambiando è stato quando ho incontrato Conte"
19:30
Cesc Fàbregas è stato tra gli ospiti del Festival dello Sport di Trento, dove ha ripercorso le tappe più significative della sua carriera, dal campo alla panchina. L'allenatore del Como ha raccontato anche il momento in cui ha iniziato a guardare al calcio con occhi diversi, scoprendo quanto il lavoro sui dettagli potesse incidere sul rendimento di una squadra.
Fàbregas, Conte e il nuovo calcio
La svolta è arrivata durante l'esperienza al Chelsea, quando Fàbregas ha incontrato Antonio Conte. "La prima volta che ho visto che il calcio stava cambiando è stato quando ho incontrato Conte al Chelsea". All'epoca il centrocampista spagnolo aveva già conquistato importanti trofei: "Avevo 29 anni, avevo già vinto tanto".
Il confronto con tecnici del calibro di Wenger e Del Bosque gli aveva già permesso di conoscere metodologie differenti, ma il lavoro di Conte gli mostrò un livello di attenzione al dettaglio ancora più marcato. "Wenger, per esempio, non lavorava tanto sulla tattica, sugli individuali e così via, anche se è stato uno dei migliori al mondo. Lo stesso Del Bosque. Ma non c'erano tutte le informazioni che sono arrivate dopo".
Un rapporto, quello con Conte, che Fàbregas conserva ancora oggi con particolare considerazione, tanto da immaginare un possibile incontro a Como: "Mi farebbe piacere invitarlo a Mozzate a vedere degli allenamenti".
IL CAMBIAMENTO
L'impatto con i metodi dell'allenatore italiano, però, non fu semplice. "Con Conte ho conosciuto questo cambiamento. Era attento al dettaglio. All'inizio per me era pesante e sorprendente. Non capivo perché uno dovesse dirmi dove passare la palla, non l'aveva mai fatto nessuno".
A fargli cambiare prospettiva fu un episodio vissuto durante il ritiro. "Dopo 10 giorni di ritiro, il terzino mi passa la palla, di prima lancio Diego Costa e segna. Pensavo andasse bene. A fine partita si è messo a urlare dicendo che le cose andavano fatte diversamente e ho iniziato a pensare di fare l'allenatore durante il Covid".
