Auriemma: "Stagione negativa per la società: 240mln e troppi giocatori bocciati da Conte”

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Auriemma: Stagione negativa per la società: 240mln e troppi giocatori bocciati da Conte”

Ultime notizie Napoli - Le dichiarazioni di Raffaele Auriemma sul Napoli di Antonio Conte

Ultime notizie Napoli - Intervenuto a Tele A durante “Si Gonfia la Rete”, Raffaele Auriemma ha analizzato il percorso della squadra guidata da Antonio Conte, soffermandosi non solo sui risultati, ma anche sulle scelte strategiche del club.

Stagione negativa società: 240mln e scelte Conte

Nel suo intervento, Auriemma ha chiarito subito il punto: “Il cammino in Champions quest’anno è stato ai livelli di Conte, non perché vuole sia così ma perché il tipo di lavoro tra il precampionato e la settimana é fatto solo per il campionato. Con la settimana tipo, quando ha quel lavoro rende e vince, altrimenti no.”

Una lettura tecnica che individua nella gestione degli impegni europei un limite strutturale. Secondo il giornalista, il lavoro settimanale dell’allenatore è calibrato per massimizzare il rendimento in campionato, mentre in Champions il meccanismo fatica a riprodursi.

Il passaggio più duro riguarda però la stagione negativa società, soprattutto in relazione agli investimenti effettuati: “In chiave sportiva vincere un trofeo e entrare nelle prime quattro in classifica il bilancio sarebbe positivo, ma non a livello societario perché si sono spesi 240mln di euro se inseriamo anche il riscatto di Alisson e non è da Napoli e non può permettersi di tenere fuori Beukema, Lucca, Lang ecc.”

Un riferimento chiaro ai 240mln investiti e alla gestione di alcuni elementi finiti ai margini. Auriemma difende invece il mercato invernale: “Ben venga il mercato di gennaio che non è stato fatto da Conte ma che ha portato anche due giocatori più giovani. E’ stata anche la risposta della società.”

Poi l’affondo sul metodo: “Lang ad esempio, se fosse stato coinvolto di più e capito. Qui abbiamo avuto Reginaldo che spiegò che fu messo fuori rosa per aver chiesto di non allenarsi ad un certo ritmo un giorno. A volte si richiede essere un sergente di ferro ma non può essere sempre così, a volte serve un padre”.

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