26-10-2017
08:00
Mertens torna al gol a Marassi con due perle d’autore e una furbata che costringe Zukanovic alla deviazione in rete. La punizione magica fa volare inutilmente Perin. Mimmo Carratelli scrive su Il Mattino: "Prodigio balistico che Di Giacomo avrebbe cantato cosi': tiene mente ‘sta palomma, comma gira, comm’avota, comme tira n’ata vota, pe’ nce fa arricria'. E' la «palomma» che vola nell’angolo alto della porta genoana. Da venticinque metri. Una carezza di destro e parte il pallone-volatile. Prodezza d’agilita', tecnica, tempismo, l’aggancio in corsa di destro e la fiondata di sinistro sotto la traversa, tutto in un baleno, in meno di un baleno, in un nanosecondo, per il raddoppio".
E' un esercito di formiche giganti quel Genoa che Juric fa lavorare, pazienti, irriducibili, fastidiose, avanti e indietro nello spazio dove il Napoli deve creare e schizzare, la siepe e il buio contemporaneamente. Ma nel formicaio genoano piomba Mertens e lo dissolve con due colpi d’alta scuola. Erano 333 minuti senza gol, come annotano i ragionieri di bordocampo. 333 minuti, troppo tempo, troppa attesa per un attaccante come Mertens che fiuta, prepara, insegue, punta al gol, eternamente in agguato, eternamente pronto a colpire.
21/04/26, 20:15
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