L'editoriale di Mura: "Figuraccia iniziale, in parte evitata: Sarri dimostra di aver studiato e non copiato dal vicino di banco"

Rassegna Stampa  
L'analisi di Manchester City-Napoli di Gianni MuraL'analisi di Manchester City-Napoli di Gianni Mura

Scrive Gianni Mura nel suo editoriale per La Repubblica: "Il primo tempo, terribile, del Napoli sembra dettato da Chatwin: che ci faccio io qui? Una figuraccia. Si pensava a un inizio meno disastroso, invece dopo meno di un quarto d’ora il City è già sul 2-0. E non è tutto: aggiungiamoci una traversa centrata da De Bruyne, un salvataggio sulla linea di Koulibaly, una mezz’ora passata guardando un ipotetico pallottoliere: quanti ce ne faranno di qui alla fine? Alla fine, è 2-1. Lo stesso risultato in trasferta ottenuto sul campo dello Shakhtar, le stesse perplessità su alcuni cambi nella formazione decisi da Sarri, con un’attenuante parziale: la prossima partita del Napol sarà con l’Inter, non con il Benevento. Resta il fatto che cominciare contro il City senza Allan e Jorginho, contro un reparto fortissimo, equivale a spegnere ogni fonte di gioco della squadra. Dall’altra parte, l’esperto Fernandinho e l’immarcabile De Bruyne fanno i comodi loro.

Il Napoli non è abituato a essere attaccato, non in Italia, almeno. Questa situazione abbastanza nuova la sconta pesantemente. Non solo non riesce a fare gioco da centrocampo in giù, perché il City è bravissimo a interrompere tutte le linee di passaggio, ma è esposto ai quattro venti quando il City avanza, per quanto è largo il campo. Due gol in fotocopia, su cross bassi, e tanti brividi per Reina. In questo quasi nulla, il Napoli avrebbe la possibilità di rientrare in partita, su calcio di rigore. Mertens lo calcia male, ed è l’ennesimo segnale che la punta principale non è in giornata. Insigne si infortuna e viene sostituito, Callejon ne azzecca pochissime. In questa situazione, è molto complicato evitare la goleada. Eppure, il Napoli ci riesce. Un sussulto d’orgoglio, più probabilmente l’ingresso di Allan, mettiamoci anche una certa sicurezza eccessiva del City, e il Napoli comincia a sembrare quello che fin qui non è stato: una squadra vera. L’allievo Sarri perde la sfida col maestro Guardiola, ma, almeno nell’ultima mezz’ora, dimostra di avere studiato abbastanza, o almeno di non avere copiato dal vicino di banco.
 
Un po’ alla volta, ma abbastanza vistosamente il City cala e il Napoli cresce. Ha l’occasione di pareggiare con Hamsik, tiro a botta sicura ma rimpallato, accorcia le distanza su un altro rigore, commesso su Ghoulam. Curiosamente, a tirare dal dischetto è designato il più giovane, forse il meno esperto, Diawara. Che comunque non si emoziona e la mette dentro. Siamo a metà del secondo tempo, un’occasione è per Mertens ma il suo pallonetto va fuori. Tecnicamente godibile il primo tempo, sia pure in assenza quasi totale del Napoli, arruffato e più scadente il secondo. Segno che anche il grande Manchester City può essere messo in difficoltà ma occorre farlo dall’inizio. La sensazione, non nuova, è che il Napoli anteponga la conquista dello scudetto a un lungo cammino in Champions. E qui bisognerà aspettare qualche mese per vedere se avrà avuto ragione".
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