Il grande incassatore di trofei che sa anche darle: con Napoli può essere colpo di fulmine
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Il Grande Incassatore: di trofei, consensi e anche di critiche. Questo è Rafa Benitez, un «cintura nera» di statura internazionale: perché combatte e vince anche sotto di tre gol (Milan-Liverpool), perché se una curva gli borbotta dietro lui tira avanti e va ad alzare una coppa (Chelsea), perché se non riceve doni estivi o di Natale lui dilata la corda fino a quando salutarsi è la cosa più naturale anche dopo aver vinto un Mondiale (per club, Inter). Rafa e Napoli: entrambi vogliono vincere abbattendo ogni muro, esaltarsi, avere un profilo alto. Altissimo.
Ama il rischio Rafa ha una visione molto concreta e solida del calcio, frutto di stage, di giovanili, di squadre che lo hanno ingigantito e che lui ha plasmato, di esperienze vincenti e anche di due anni senza calcio ad attendere che qualcosa di giusto si muovesse. Rafa ama il rischio: arrivare all'Inter dopo Mou non era facile e alla fine non lo è stato affatto, anche se poi è finita con due trofei su tre; prendere il Chelsea dopo una Champions vinta e a due passi dall'eliminazione dal Girone è stato affascinante quanto ruvido, stimolante ma anche temerario. Anche per questo Rafa è un Grande Incassatore: perché sapeva già che sarebbe stato «a tempo», perché i tifosi gli hanno scritto (su striscione) di tutto ma chissenefrega, perché tanto deve tornare Mou... Però, zero problemi: avanti, testa alta e palla bassa sul campo. Il Rafa in Blu ha insistito e resistito, cambiato ruolo a una pedina tecnica (David Luiz), riattivato Torres, poi ha vinto l'EuroLeague con chirurgica efficacia.
Mercato Rafa Benitez sa benissimo che in caso di arrivo a Napoli non troverà Campagnaro e - chissà - Cavani. Per questo anteporrà il fattore tecnico a quello personale: pur di tornare in Italia e in un paese che adora da sempre (quante volte è stato anche a Coverciano ad osservare...) sarebbe disposto ad avere garanzie di acquisti da Champions piuttosto che qualche euro in più per sé. Gli piacciono le scommesse, ma di quelle con una base solida. E il Napoli di oggi la base solida ce l'ha. E tosta. Se dovesse arrivare in una splendida città che lo affascina fino in fondo, Rafa non rivoluzionerà: vorrà portare quello staff che non ha potuto «trascinare» a Londra, chiederà 3-4 giocatori all'altezza e cercherà di impostare il Napoli sul 4-2-3-1 (marchio di fabbrica). Dialogando e insegnando calcio. Rafa ha un'impostazione inglese (anche nel fare mercato) condita da passione spagnola: sa incassare e sorridere. Ma sa anche dare. E darle.

