IL GIORNO DOPO Napoli-Roma...il macinatore di chilometri, l'abulico Manolo ed il segnale gravissimo per le ambizioni

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IL GIORNO DOPO Napoli-Roma...il macinatore di chilometri, l'abulico Manolo ed il segnale gravissimo per le ambizioni

Il giorno dopo Napoli – Roma. Sarri sceglie quelli della scorsa stagione. Tranne Maksimovic per l’infortunato Albiol e Gabbiadini per l’argentino andato via. L’ex Sampdoria si ritrova al centro dell’attacco. E dovrà sostenerlo per tanto tempo. Saranno tempi duri. Il ragazzo non ha proprio nelle corde il ruolo e i movimenti che comporterebbe la posizione assegnatali. E’ a tutti gli effetti un calciatore schierato fuori posizione. Certamente stava meglio nella posizione dello scorso anno: in panchina.

Il giorno dopo Napoli – Roma. Pronti via e squadre attente. Ghoulam basso preoccupato dalla posizione di Florenzi. Un macinatore di chilometri. Il Callejon della Roma. In zona Spalletti piazza anche Salah. Le incursioni dell’algerino preoccupano. Ciò malgrado il Napoli nella prima frazione rischia poco e qualcosa crea. Nessuna grande parata di Szczesny. Ma tante le situazioni pericolose. In una ci penserà Manolas a fare il portiere. Sfiorato il vantaggio e senza rischiare poi tanto. Nel complesso un buon primo tempo dove è mancata solo la stoccata vincente.

Il giorno dopo Napoli - Roma. Sul finire della prima frazione, l’inaspettato svantaggio: tutto nasce da un elementare appoggio sbagliato di Gabbiadini. I giallorossi ripartono. Poi la frittata la completa Koulibaly. E Dzeko ringrazia. Napoli sotto e gara in salita. Ad inizio ripresa, le reti da recuperare diventano due. Ancora Dzeko che per qualche astruso motivo, nell’azione, viene marcato da Hysaj. Il meno alto del reparto arretrato del Napoli contro un colosso di 1.90. Lo stesso Koulibaly proverà a riaprila, qualche minuto dopo l’ingresso di Mertens al posto di un abulico Gabbiadini. Vano e confusionario l’assalto del Napoli. Sul finire Salah chiuderà i conti.

Il giorno dopo Napoli – Roma. Il Napoli gioca, gioca e crea tanto. Ma senza centravanti non si cantano messe.  Con un’infinità di palloni che arrivano nei 16 metri avversari, anche un Pazzini la butterebbe dentro. Nelle ultime partite in cui il Napoli ha segnato – Benfica e Roma – ben cinque reti, quattro sono venute da azioni da fermo. E questa circostanza la dice lunga. Nessuno in grado di leggere le traiettorie in area. Nessuno che attacchi il primo palo. Anche gli orbi si accorgono che manca un uomo d’area che sappia capitalizzare il gioco d’attacco. Sappia fare da sponda. Poggiarsi sui compagni a rimorchio per poi andare ad attaccare lo spazio. Liberare le corsie di passaggio per i compagni. Devi nascere nove vero per saper fare certe cose. Insomma, con il grave infortunio di Milik, il Napoli si ritrova di fatto senza nessuna prima punta in organico. Gravissimo per una società che pare abbia intenzione e ambizione di voler lottare su tre fronti.

Il giorno dopo Napoli – Roma, segna la seconda sconfitta consecutiva in campionato e la prima in casa in campionato della gestione Sarri. Gli azzurri scivolano in classifica e vanificano l’ottimo inizio di stagione. Ci sarà da lavorare per risalire. Ma per farlo, occorre chi la butta dentro. E al Napoli quest’uomo manca. Eccome se manca.

Il giorno dopo Napoli – Roma, dopo una sconfitta casalinga sul banco degli imputati non pochi elementi. Jorginho su tutti. Appare stanco. Alle volte sembra, purtroppo, essere tornato quello di due anni fa. Hamsik, buona la sua prova, ormai spesso si abbassa e, di fatto, lo sostituisce. E, a differenza, dell’ex Verona, gioca con entrambi i piedi e ha anche il lungo che Jorginho non ha mai avuto. In calo fisiologico anche Callejon. Spesso disordinato Allan. Impalpabile e svogliato Gabbiadini che ormai è un problema non da poco.

Il giorno dopo Napoli – Roma. In tanti si aspettano l’inserimento di forze fresche. Il polso della situazione lo conosce il mister. Da non dimenticare che Rog e Diawara sono arrivati ad inizio settembre. Ci sarà tempo e spazio anche per loro. Ma non potranno mai essere i salvatori della Patria. Al Napoli serve come il pane uno che conosca i movimenti da fare nei 16 metri avversari e che la butti dentro. Si parla, si scrive, si disegna, ma alla fine, per vincere, bisogna segnare. Il resto sono solo chiacchiere.

Stefano Napolitano

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