15-11-2017
17:00
di Pasquale Edivaldo Cacciola - @PE_Bahia
Alla ricerca degli azzurri perduti, dei volti dimenticati che a Napoli sono stati solo di passaggio o che comunque non hanno lasciato il segno. Una rubrica, in programma ogni mercoledì, che punta a ripescare bidoni e delusioni dell'era De Laurentiis in Serie A. Si parte dal Sudamerica, da Santiago del Cile: che fine ha fatto Eduardo Vargas?
Il miglior marcatore della storia della nazionale cilena. Un idolo in patria, (all'epoca) una grande promessa per l'Europa. Per il Napoli, il nuovo Lavezzi. Tecnicamente più forte dell'argentino, molto più giovane di un idolo giunto ormai alla fine di un ciclo. Una garanzia totale, all'apparenza. Il piano era chiaro: un approdo a gennaio per aprire la strada a un addio del Pocho a fine stagione. Sei mesi per prendere le misure ed adattarsi, in vista di una stagione da protagonista dopo essere arrivato dietro solo a Neymar nella corsa al pallone d'oro sudamericano. Così 12 milioni di euro versati nelle casse della Universidad de Chile nel gennaio del 2012: una cifra che alla fine ha pesato molto, sul giocatore e sulla stessa società che non ha mai più recuperato tale investimento.
28 presenze totali nel Napoli, appena tre reti realizzate. Tutte, tra l'altro, in una notte che aveva fatto pensare finalmente a una svolta: quella contro l'Aik all'esordio in Europa League. Da lì, invece, poi il vuoto. Un amore mai nato con Walter Mazzarri ostinato sui propri titolarissimi, un livello culturale che non l'ha per niente aiutato nell'adattarsi e le chance mai davvero sfruttate fino in fondo. Così, tre prestiti prima di essere ceduto definitivamente all'Hoffenheim nel 2017: Grêmio, Valencia e QPR. Tutte avventure mediocri, confermando che il problema non era all'ombra del Vesuvio.
Oggi, a 27 anni, l'attaccante cileno gioca in Messico. Al Tigres, l'ottava quadra del Paese per vittorie totali con cui ha segnato finora 5 reti in 33 presenze dal gennaio 2017. Dottor Jekyll e mister Hyde: eroe in patria e protagonista con la Roja tra Mondiale e le due Coppe America vinte, grande flop nei club in cui ha girato. Tirando le somme: una carriera "storica" da un lato, tristemente anonima dall'altro. I misteri del calcio.
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