L'editoriale di Sconcerti: "Addio di Marotta? La prima discontinuità della Juve. Ronaldo e Mandzukic battono il Napoli"
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Di seguito vi proponiamo l'editoriale del giornalista Mario Sconcerti sulle righe del quotidiano, Corriere della Sera. Ecco quanto evidenziato dalla redazione
Di seguito vi proponiamo l'editoriale del giornalista Mario Sconcerti sulle righe del quotidiano, Corriere della Sera. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli24.it.
"Nella Juve che vince, Marotta annuncia la sua necessità di andarsene. C’è una frattura con i vertici che non lo gradiscono più alla guida della società. È un segnale strano, poco comprensibile, la prima vera discontinuità almeno dai tempi di Conte. Oggi interessa poco a tutti, quello che voleva il popolo della Juve era battere il Napoli, era andarsene in classifica con merito e un po’ di spocchia. Questo è puntualmente avvenuto, la partita ha fatto vedere un buon Napoli per venti minuti, poi in balia delle giocate degli altri. Ronaldo è stato il migliore in campo, sempre dentro un calcio quasi inarrivabile. Non è un’esagerazione, è un puro riscontro tecnico. Più lo vedi giocare e meglio lo capisci, ne afferri la diversità. Ronaldo è quasi fuori dal calcio, gioca partite e palloni soltanto suoi. Prescinde dal resto del gruppo. Non ha solo velocità, solo tecnica, ha intuito, classe pura, cattiveria quasi etica, cioè portata a uno scopo «buono». Non si vede in niente la sua età, che è tanta per uno scattista. Si avverte invece sempre di più la sua differenza. Il Napoli lo hanno battuto lui e Mandzukic nella pratica, ma è Ronaldo che nella teoria ha dato a questa squadra la coscienza di poter giocare anche solo di «bravate», tante occasioni singole, un calcio senza schemi ma di individui. La Juve perfetta però perde Marotta: perché? Cosa significa? Quali cambiamenti di linea annuncia? È uno strano momento per una rivoluzione, come se qualcuno stesse sopravvalutando se stesso, o Marotta o la presidenza. Ma si rompe la Juve dei sette scudetti. Non è chiaro per ora a chi servirà. Probabilmente non al Napoli, sono troppe due sconfitte in sette partite. Rispetto alla Juve c’è un limite di prevedibilità, quasi impossibile colmarla.C’è anche stavolta da dire qualcosa all’arbitro, ma non mi è sembrata lì la differenza".

