L'editoriale di Maurizio De Giovanni: "Domande senza risposta"

Rassegna Stampa  
L'editoriale di Maurizio De Giovanni: Domande senza risposta

De Giovanni sul momento del Napoli

Napoli notizie calcio - Di seguito vi proponiamo l'editoriale dello scrittore Maurizio De Giovanni sulle colonne dell'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno.

La prima è: com’è potuto accadere tutto questo? Si continua a imputare alle ragioni più varie la motivazione della situazione attuale. Pali, traverse; sfortuna, infortuni; arbitri, pioggia; governo del calcio, Var. La verità sembra nei bar della città molto più agevole a reperirsi, e assai più banale: questo Napoli è costruito male, e gestito peggio. L’assenza dolosa di un centrocampista centrale e/o di un trequartista costringe, di fatto, ad adottare il modulo antiquato e prevedibile che viene messo in campo, pur nell’ossessiva e autolesionistica variazione degli interpreti. La rosa è piena di mezze ali abituate a inserirsi a testa bassa (Zielinski, Elmas, Fabian, lo stesso Allan con diverse caratteristiche) e priva di palleggiatori. Ciò azzera la possibilità di fare gioco e costringe a saltare la zona mediana, mettendo anche in condizioni di non nuocere perché troppo lontani dalla porta avversaria i molti attaccanti esterni orfani dell’attacco a tre (Insigne, Callejon, Younes). Non discutiamo di Lozano, perché a oggi non siamo in grado di comprendere che calciatore sia e di che modulo abbia bisogno per esprimere il proprio (42 milioni!) immenso valore. L’assenza di un centravanti valido (Llorente non dura più di venti minuti, Milik non regge tre partite consecutive, Mertens può ricoprire il ruolo solo saltuariamente e con altri moduli) non consente soluzioni che facciano salire la squadra e abbatte paurosamente il rapporto tra occasioni create e gol realizzati. Non ci sono terzini sinistri abili, Ghoulam è un desaparecido e Mario Rui appare inadeguato. Hysaj non è all’altezza, Di Lorenzo in quella posizione viene disinnescato. Si arriva al ridicolo quando, con Llorente in campo da titolare e quindi con una rara opportunità di cross, viene schierato Maksimovic a destra (niente traversoni) e Di Lorenzo a sinistra (niente traversoni). Certo, si è fatto male Malcuit: ma se le speranze di un campionato di vertice erano legate alla buona salute del ragazzo francese, be’, allora l’ottimismo era follia. I difensori a spada tratta del progetto tecnico diranno: facile parlare adesso. Eh no, signori: in molti, moltissimi avevano espresso queste e altre perplessità a inizio campionato. E siamo convinti che, al di là della carità di patria, anche tra quelli che manifestavano entusiasmo c’era chi in cuor suo si augurava di veder superate certe limitazioni. Non vogliamo dire dei rinnovi che non arrivano, degli imprescindibili messi ai margini, dei clamorosi scivoloni di comunicazione, delle crisi di nervi in piazza, delle multe e dei ricorsi, degli arbitrati e delle polemiche, dei silenzi stampa e delle dichiarazioni improvvide. Questa è tutta roba a valle, tutti effetti dell’andamento negativo. A monte, c’è solo un clamoroso errore di valutazione dei giocatori in organico e della loro adattabilità a ruoli che non sono in grado di ricoprire. E si arriva alla seconda domanda: come se ne esce? Be’, da che calcio è calcio la via d’uscita da queste situazioni è sempre stata la stessa: il tentativo di uno scossone. Non riteniamo intelligente, a questo punto, l’esonero dell’allenatore. Non vediamo soluzioni alternative, e il materiale resterebbe purtroppo lo stesso. Ma la prossimità del mercato di gennaio sì, potrebbe essere una valida prospettiva. Si può sempre reperire qualcosa di meglio di Grassi e Regini. O no?

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