L'analisi del CorSport: "Così Benitez ha vinto la Supercoppa"

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L'analisi del CorSport: Così Benitez ha vinto la Supercoppa

Scrive Mimmo Carratelli sul Corriere dello Sport: "E’ possibile che la Juve, fidando sulla superiorità in campionato (12 punti avanti al Napoli, miglior attacco, migliore difesa), abbia ritenuto di poter vincere la Supercoppa col minimo sforzo dopo il fulmineo gol di Tevez (cavolata della difesa azzurra) mettendosi in controllo della gara e cedendo la partita agli azzurri, tirandosi indietro, rinunciando al pressing alto e con rari lampi offensivi (due tiri di Tevez). Non è possibile che fosse più stanca del Napoli a parità di partite giocate, ma rinunciava a Pirlo per Pereyra allo scopo di coprirsi quand’era sul minimo vantaggio ed era passata un’ora di gioco. Mossa azzardata non solo perché il Napoli pareggiava due minuti dopo. Ma che poi la Juventus non fosse così stanca s’è visto nel primo tempo supplementare quando ha ripreso in mano il match giocando costantemente in pressione offensiva (salvataggio di Koulibaly sulla linea). In ogni caso, due volte avanti, la Juve non ha saputo difendere il vantaggio rimontata da Higuain e salvandosi con due pali e due paratissime di Buffon. Ha fallito il controllo del match e, a Doha, la sua superiorità (sulla carta) si è liquefatta perché il Napoli ha avuto più iniziativa, più cuore, più senso tattico. Nemmeno ai rigori la maggior classe degli juventini ha avuto la meglio con gli errori di Tevez (palo), Chiellini, Pereyra e Padoin cedendo anche nel confronto tra i piedi meno preziosi: a segno con grande spregiudicatezza Gargano e Koulibaly nel finale decisivo dei penalty. Il Napoli ha tenuto in pugno la gara per 90 minuti, esclusi il primo quarto d’ora e il primo tempo supplementare. Allegri si è affidato supinamente alle qualità della Juve, imbrigliate però dalle mosse di Benitez. Mertens, fuori forma, accantonato e De Guzman dall’inizio a fare pendolo sulla sinistra in tandem con Ghoulam. Sulla fascia, la Juve cominciava meglio con molta libertà per Lichtsteiner, poi subiva la maggiore iniziativa dei due azzurri sino a costringere Marchisio e Vidal in ripiegamento perché il gran lavoro di De Guzman consentiva ad Hamsik di giocare più avanzato ed essere il più pericoloso del Napoli. Sull’altro lato, Benitez richiedeva a Callejon il grande sacrificio in prima marcatura su Pogba, e il piccolo spagnolo se la cavava contro il lungo francese dai tentacoli d’oro, poi ci pensava Maggio a bloccare lo juventino con rudi contrasti. Pogba ha avuto una sola libertà di far valere il suo talento, quando ha fatto filtrare a Tevez la palla del secondo gol. Riducendo i timori sulle corsie, dove anzi il Napoli prendeva il sopravvento, a centrocampo la super-partita di Gargano con la collaborazione meno animosa ma preziosa di David Lopez (e i rientri di De Guzman), mandava in tilt la zona nevralgica della Juve togliendole la padronanza della gara. Quando poi la superiorità di Buffon (quattro grandi parate, due sui rigori) su Rafael si è dissolta sugli errori bianconeri dal dischetto e contro la disinvoltura del portiere azzurro a fronteggiarli, la partita ha avuto il suo giusto destino. Il Napoli ha conquistato la Supercoppa con grande merito in partita e nella lotteria dei 18 rigori"

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