Inchiesta arbitri, rivelazione choc: "Suggerimenti e codice dei segni in sala VAR"

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Clamoroso quello che sta venendo fuori dall'inchiesta arbitri che ora può creare sempre più danni per un sistema che può essere stato pilotato con il sistema VAR che riceva una pesante accusa e occhio alle fonti anonime che fanno rivelazioni gravissime

Notizie calcio Napoli - Clamoroso quello che sta venendo fuori dall'inchiesta arbitri che ora può creare sempre più danni per un sistema che può essere stato pilotato con il sistema VAR che riceva una pesante accusa e occhio alle fonti anonime che fanno rivelazioni gravissime come raccontato dall'AGI.

VAR pilotato e favori agli amici

Inchiesta arbitri, nuove rivelazioni shock: “Sistema VAR pilotato, favori agli amici”. Le accuse scuotono il calcio italiano, arriva il racconto di una fonte anonima del mondo della classe arbitrale all'AGI.

L’inchiesta sul sistema arbitrale italiano si arricchisce di nuovi dettagli destinati a far discutere. Dopo le prime indagini della Procura di Milano, emergono ora testimonianze che parlano apertamente di un presunto “sistema” interno alla gestione VAR, con dinamiche che potrebbero aver inciso sulla regolarità del campionato.

Al centro delle accuse ci sarebbe un gruppo ristretto legato al designatore Gianluca Rocchi, attualmente autosospeso. “Un circolino di oltre 20 arbitri”: la testimonianza. Secondo quanto riferito da una fonte anonima del mondo arbitrale all’AGI, sarebbero stati “più di venti” gli addetti coinvolti in un meccanismo di comunicazione non ufficiale all’interno della sala VAR di Lissone.

La testimonianza, raccolta in sei ore di interrogatorio dal pm Maurizio Ascione, descrive un presunto sistema basato su segnali e indicazioni riservate solo a un gruppo selezionato. “Il codice dei segni esisteva – racconta il testimone – ma non tutti ricevevano suggerimenti. Erano destinati solo agli ‘amici’”.

Nel dettaglio, alcuni arbitri VAR si sarebbero girati verso una vetrata per ricevere indicazioni dai supervisori, in particolare nei momenti chiave delle partite. Un comportamento che, secondo il testimone, non era casuale ma riservato a chi faceva parte di un gruppo ristretto: “Solo chi sapeva di ricevere dritte si girava. Gli altri restavano esclusi”.

Chi non si adeguava a questo sistema, sempre secondo la fonte, veniva progressivamente messo da parte: “Chi non si piegava veniva esautorato. C’era un forte malumore, una ribellione silenziosa tra gli addetti VAR”.

Le parole più pesanti riguardano l’impatto di queste presunte dinamiche sul campionato: “Per me la frode sportiva è evidente, c’è stata un’alterazione. Poi sarà la magistratura a stabilirlo”.

Un’accusa gravissima che, se confermata, potrebbe aprire scenari senza precedenti per il calcio italiano. Il testimone aggiunge un ulteriore elemento: l’aumento degli errori arbitrali nell’ultima stagione potrebbe essere legato proprio alla fine di questi presunti “aiuti”. “Quest’anno molti stanno sbagliando perché non ricevono più supporto dai supervisori, presenti solo in alcune partite, soprattutto quelle più importanti o utili per favorire qualcuno”.

Tra i match citati anche gare meno mediatiche, come Udinese-Parma, dove – secondo la fonte – si sarebbe potuto intervenire per agevolare la crescita di alcuni arbitri. “Ero tra i ribelli”: il racconto personale. Il testimone si definisce parte del gruppo dei “ribelli”, ovvero coloro che non avrebbero accettato queste dinamiche. Una scelta che avrebbe avuto conseguenze pesanti anche a livello personale: “L’ho pagata cara. Ho sofferto anche dal punto di vista psicofisico. Ho un forte senso della giustizia e non riuscivo ad accettare quello che stava succedendo”.

Le nuove rivelazioni aggiungono ulteriore pressione su un’indagine già delicata. La Procura di Milano continua a raccogliere elementi per chiarire eventuali responsabilità e verificare se ci siano state reali interferenze nel sistema VAR.

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