Il Roma - Si son perse le tracce di Zapata: media gol spaventosa, il colombiano chiede spazio a Rafa
16:20
La festa degli attaccanti. Segnano, si divertono e ultimamente vincono, con una certa continuità. Ad oggi, il Napoli, può vantare il terzo attacco del torneo con cinquantasette reti realizzate, appena dietro la Juve (60) e la Lazio (59). Il reparto meglio equipaggiato, sia dal punto di vista numerico che da quello qualitativo. E i risultati, sia singoli che di squadra, sono sotto gli occhi di tutti. Si conferma Higuain, torna a segnare Callejon, comincia a farlo anche Insigne, per non parlare di Manolo Gabbiadini e del suo splendido impatto con la realtà partenopea.
Tutti felici, o quasi. Si son perse le tracce di Duvan Zapata, il colombiano dalla media gol spaventosa, costretto alla panchina solo dall’abbondanza e dalla ingombrante presenza del Pipita, uno che teme la concorrenza. Eppure i numeri premiano il centravanti di colore: otto reti realizzate, nonostante le poche opportunità, spesso da cogliere a gara in corso o quando la partita è già segnata, in un senso o nell’altro. L’ultima da titolare, infatti, risale al quindici marzo, al Bentegodi di Verona, laddove il Napoli perse due a zero. Per l’ultimo “autografo”, bisogna tornare al 22 marzo quando un suo guizzo servì a scongiurare una bruciante sconfitta con l’Atalanta al San Paolo. Da allora appena tredici minuti con la Roma, ventotto col Cagliari e otto con la Sampdoria, oltre alle panchine e alle tribune collezionate con la Fiorentina e in occasione del doppio appuntamento con il Wolfsburg. Troppo poco per incidere, anche per uno che riesce sempre a farsi “sentire”, pur giocando col contagocce. Tempo di recriminazioni, di polemiche? Non per un ragazzo abituato a rispettare le decisioni del suo allenatore, ad aspettare il suo turno, nella consapevolezza di avere davanti un vero mostro sacro. E l’occasione per rilanciarsi potrebbe arrivare proprio stasera, in quel di Empoli. I tanti impegni ravvicinati e la filosofia del “non mi piace nuotare per morire sulla spiaggia”, spingeranno Benitez verso un turn over moderato per arrivare al top allo storico appuntamento con il Dnipro. E, un turno di riposo, potrebbe far bene all’attaccante argentino che non siede in panchina proprio dalla sfortunata trasferta di Verona. Da lì, sette gare consecutive da titolare, con il conseguente e inevitabile dispendio di energie fisiche e mentali. Il pit stop è d’obbligo, va solamente deciso il momento: stasera (con molta probabilità) oppure domenica, quando gli azzurri ospiteranno a Fuorigrotta il Milan. E Zapata, per l’ennesima volta, sarà chiamato a giocarsi tutto in quei novanta minuti, a sfruttare la minima occasione per scrollarsi di dosso l’etichetta di “riserva di lusso”, per provare a recitare da protagonista già dal prossimo anno, se non a Napoli altrove. Stasera potrebbe bastargli una maglia da titolare, una bella partita magari condita da un gol. Un piccolo assaggio, preludio alla “grande abbuffata” che Zapata si è conquistato sul campo, tra diffidenze e facili ironie.
