Errore Napoli: rosa sopravvalutata, restano perplessità sulla qualità del gioco

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Conte De LaurentiisConte De Laurentiis
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Autore Giuseppe Foria Giornalista pubblicista · Specialista SEO

Prima di tutto c'è da conquistare una Champions, si passa per la trasferta di Pisa che diventa decisiva, poi bisognerà guardare al futuro in casa Napoli con Antonio Conte e De Laurentiis pronti ad incontrarsi per discuterne insieme

Prima di tutto c'è da conquistare una Champions, si passa per la trasferta di Pisa che diventa decisiva, poi bisognerà guardare al futuro in casa Napoli con Antonio Conte e De Laurentiis pronti ad incontrarsi per discuterne insieme.

Futuro Napoli: gli errori di stagione

Prima c’è da conquistare la Champions, poi sarà il momento di pensare al futuro del Napoli, che andrà ripensato in profondità. Tutto non ruota soltanto attorno al nodo allenatore, anche se nella gestione di Aurelio De Laurentiis la figura del tecnico ha sempre avuto un peso enorme. Il presidente, infatti, ha spesso scelto di affidarsi a profili di alto livello, anche per compensare una struttura societaria piuttosto ridotta. È accaduto anche con Antonio Conte, a cui sono state affidate responsabilità ben oltre quelle normalmente previste dal ruolo.

L’errore principale del Napoli, come scrive Repubblica, è stato probabilmente quello di aver sopravvalutato il reale valore della rosa. Ha inciso anche l’entusiasmo eccessivo con cui era stato giudicato il mercato estivo, definito troppo frettolosamente “faraonico”. In realtà, le operazioni condotte dal club erano orientate soprattutto ad ampliare numericamente l’organico, inevitabilmente impoverito dopo il decimo posto del 2024 e l’assenza dalle coppe europee nella stagione seguente.

Si è puntato quindi più sulla quantità che sulla qualità, fatta eccezione per l’arrivo di Kevin De Bruyne, che però non ha rispettato le aspettative. Gli altri acquisti — Milinkovic-Savic, Beukema, Marianucci, Gutierrez, Elmas, Lang, Lucca e Hojlund — sono stati soprattutto giocatori di supporto. Alcuni sono costati molto e proprio su questo dovranno confrontarsi De Laurentiis e Conte come riporta Repubblica. Solo loro possono stabilire quanto le responsabilità di certi investimenti poco riusciti siano attribuibili alla società, all’allenatore o a entrambi.

Restano perplessità sulla qualità del gioco espresso e sul rendimento europeo della squadra, segnato dalle pesanti sconfitte esterne di Eindhoven, Lisbona e Copenaghen, decisive per l’eliminazione dalla Champions già nella fase a gironi. Anche in questo caso, però, a pesare sono state soprattutto aspettative troppo elevate. L’ossatura del Napoli era infatti ancora composta, salvo poche eccezioni come McTominay e Buongiorno, dagli stessi protagonisti dello scudetto 2023: giocatori esperti come Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Juan Jesus, Lobotka, Anguissa, Politano ed Elmas, inevitabilmente meno brillanti dopo tre stagioni intense.

Il contributo dei nuovi arrivati è stato limitato. Milinkovic e Hojlund hanno offerto ciò che era nelle loro possibilità, mentre Gutierrez e Beukema hanno trovato spazio solo a tratti. Gli altri acquisti estivi, invece, hanno deluso e non stanno convincendo nemmeno nei club in cui sono andati in prestito: Lang al Galatasaray, Marianucci al Torino e Lucca al Nottingham Forest. Anche il mercato invernale ha dato risposte contrastanti: positivo Alisson, insufficiente Giovane. In sintesi, il mercato non ha funzionato come previsto, anche se l’unico a rischiare davvero resta l’allenatore.

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