L'empatia brutale, Dan Peterson e il metodo come stella cometa: la nuova gestione dello spogliatoio con Allegri | FOCUS

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Massimiliano AllegriMassimiliano Allegri
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Autore Bruno Galvan Giornalista professionista · Calciomercato, Economia dello Sport e statistiche

Con l'arrivo di Massimiliano Allegri cambierà qualcosa nella gestione dello spogliatoio rispetto a quando c'era Conte

Ultime notizie calcio Napoli - Allegri ha un suo decalogo per quanto riguarda la gestione del gruppo. Certamente qualcosa cambierà rispetto a quando sulla panchina c’era Conte. Non sarà un voler rinnegare il passato da parte dell’ex allenatore del Milan che ha già avuto modo di guidare uno spogliatoio reduce proprio dall’addio del tecnico leccese. Al di là dei luoghi comuni, frutto anche di una narrazione tossica a cui Allegri - piaccia o meno - non presta il fianco, vediamo come il nuovo allenatore del Napoli ama gestire i suoi ragazzi.

La gestione dello spogliatoio di Massimiliano Allegri

Allegri ripone molta fiducia nell’aspetto psicologico di un calciatore. Crede che il successo si costruisca nell’80% nella testa e poi su tutto il resto. Se un calciatore sta bene con la testa può avere performance superiori al suo standard normale. Un punto chiave nella gestione del gruppo da parte di Max è la concezione di “empatia brutale” ovvero la capacità di immedesimarsi negli stati d’animo di ogni singolo calciatore. Per lui, non si può avere un approccio totalitario dello spogliatoio perché ognuno dei suoi componenti ha un carattere diverso, una personalità diversa. Fermo restando che un allenatore deve essere autorevole non autoritario, un dettaglio sul quale Allegri si focalizza molto, lo stesso Max al concetto di empatia brutale affianca l’approccio easy.

Cosa è l’approccio easy? Riconoscere le qualità e non guidare le persone dello spogliatoio. Cercare di coinvolgere tutti, di essere cordiale e di trovare interessi comuni come faceva Dan Peterson nel basket. Per la guida tecnica livornese, il rapporto con i calciatori deve essere un po’ come padre-figlio. Il genitore deve tracciare le linee guida e poi capire il carattere del figlio o dei figli.

“Guadagnarsi la fiducia dei giocatori con empatia, autenticità e metodo” è una regola fondamentale per Allegri. Sull’empatia brutale ci siamo soffermati in precedenza. Per quanto riguarda l’autenticità, Allegri basa molto sul fatto di essere se stessi in campo e fuori. Crede che in questo modo nessuno possa bluffare e dare il massimo per l’obiettivo comune. Infine, per metodo intende insieme di dati, contenuti tattici che devono rappresentare la stella cometa che tutti devono seguire senza sacrificare l’inventiva del singolo. Ecco, la fiducia sta tutta qui tra Allegri ed il gruppo.

Sull’organizzazione delle squadre di Allegri si è letto e detto molto. Al netto dei vari punti di vista, Allegri punta ad un’organizzazione di squadra che deve essere sempre da supporto al talento ed all’estro del singolo. Il sacrificio deve esserci sempre, ma ognuno deve conoscere se stesso. Non resta vedere se tutti questi concetti saranno validi anche a Napoli.

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