Carpi-Napoli 0-0, le 5 note stonate
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Nessuno si illuda che in una settimana si siano risolti i problemi. Di certo non si può continuare a mettere in discussione le scelte tecniche come nelle prime uscite, per poi passare all’esaltazione per la lodevole prestazione con la Lazio e nuovamente ritornare sulla principale posizione. L’equilibrio non è una peculiarità delle nostre parti, purtroppo. Tenendo ben presente quanto visto con Sassuolo, Empoli, Samp ma anche con Brugge e Lazio, non ci resta che analizzare questo pareggio in casa del Carpi alla vigilia del match tanto atteso Napoli-Juventus. Il dato indiscutibile è che questa squadra continua a soffrire contro le cosiddette ‘piccole’, alternando delle ottime prestazioni nei match in cui la tensione è più alta. Un piccolo calo fisico e mentale può essere anche giustificato nel quarto match in due settimane: e quando ti ritrovi davanti un muro come quello alzato da Castori, allora il lavoro da fare si raddoppia. Fatte le dovute premesse, restano almeno cinque punti per i quali il Napoli ha impattato nel pareggio di ieri sera. Cinque note stonate.
1 – Una cabina di regia veloce, rapida nel pensiero. La crisi di Valdifiori è il tema centrale: il cambio con Jorginho è stato evidente sin da subito. Sono mancate le invenzioni dell’ex Empoli per scardinare il bunker avversario: il Carpi ha sempre avuto il tempo a disposizione per risistemare i propri uomini a difesa della propria porta. Una manovra più fluida e qualche verticalizzazione in più avrebbe facilitato il compito delle punte.
2 – Assenti l’estro e la fantasia dei calciatori capaci di saltare l’uomo e creare superiorità numerica. Nonostante il riposo di domenica, Mertens non è apparso lucido e pimpante come contro il Brugge: mai pericoloso. Insigne forse ha peccato di quell’egoismo tipico di una punta che talvolta da anche frutti sperati, ma non era questa la partita adatta.
3 – E’mancato anche un pizzico di fortuna nelle due nitide occasioni da gol. Sfortunato Higuain sull’uno-due con Insigne nel primo tempo, rimpallato all’ultimo istante. Impreciso Gabbiadini nell’occasione avuta nel secondo tempo. Poche due palle gol?
4 – Partite difficili come quella di ieri si risolvono anche con un calcio piazzato, Sarri lo sa bene. Ma non si è visto un solo schema pericoloso da corner o punizione. Con attaccanti che preferiscono giocare palla a terra, per ovvie ragioni non si sono visti traversoni al centro dell’area: un’alternativa che il Napoli non ha. Anche un colpo di testa o una mischia in area possono regalarti la soluzione. Manca un ariete?
5 – Contro difese ben schierate, sarebbe stato d’aiuto qualche uomo in più nella manovra d’attacco, abile negli inserimenti. Nonostante uno schema già offensivo schierato da Sarri con le tre punte, mancano all’appello gli inserimenti delle mezz’ali a sorprendere le barricate del Carpi. In tal senso sembra tardivo l’ingresso in campo all’84 di Callejon al posto di Hamsik alla ricerca del gol vittoria, col conseguente passaggio al 4-2-3-1. Ma si sa, la fortuna aiuta sempre gli audaci.
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