Ziliani: "La Juventus è il Manchester City italiano! Dovrebbero vergognarsi e dimettersi tutti"

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L'accusa del giornalista Paolo Ziliani al sistema calcio italiano

Il giornalista Paolo Ziliani mette a nudo, con il suo consueto stile polemico e senza filtri, il doppiopesismo della stampa e delle istituzioni sportive italiane. Mettendo a confronto la ferma reazione del calcio inglese di fronte al processo sui presunti illeciti finanziari del Manchester City con la gestione dell'Inchiesta Prisma del 2023 in Italia, il giornalista attacca duramente l'intero sistema - dai vertici della FIGC ai media fino ai dirigenti di Serie A - accusandolo di omertà e complicità nel "patteggiamento" che ha coinvolto la Juventus.

"Vergogna italiana. Oggi tutti a fare i boia col Manchester City falsificatore di campionati, ma davanti alle truffe che valsero alla Juve 9 scudetti e furono condonate tutti zitti: ne scrissi solo io.

Fare i duri e puri col calcio degli altri è facile. Ma quando nel 2022 i magistrati trovarono le prove degli illeciti finanziari e anche sportivi compiuti per anni dalla Juventus, e quando a maggio 2023 lo sceriffo (la FIGC) mise in libertà i banditi (la Juventus) in spregio a ogni regola, l’omertà scattò a 360 gradi e tutti, media in primis, si azzerbinarono E non si vergognano nemmeno. Parlo del ministro dello sport Abodi, del presidente della FIGC (al tempo presidente del CONI) Malagò, dell’allora presidente FIGC Gravina, dell’Ad della Lega Serie A De Siervo, del procuratore federale Chinè, del Procuratore Generale dello sport Taucer, parlo dei presidenti dei club di Serie A, parlo degli addetti ai lavori in genere, parlo dei giornalisti e dei media italiani sportivi e non sportivi.

Parlo di quel gregge di pecoroni timorosi e belanti che nella primavera 2023 - tre anni fa mica tre secoli fa - non fecero una piega quando il Palazzo del calcio escogitò il modo per sottrarre la Juventus, pur di fronte all’evidenza delle prove documentali raccolte dai magistrati di Torino nell’Inchiesta Prisma, indagine che aveva fatto emergere anni e anni di sistematico ricorso a svariati, gravi e reiterati illeciti sia finanziari sia sportivi da parte del club bianconero, quei pecoroni - dicevo - che non mossero un dito, non gridarono allo scandalo, non fecero un plissè: ma semplicemente, come sempre accade davanti ai fatti (anzi ai misfatti) che riguardano la Real Casa, si azzerbinarono. E isolarono, colpevolizzarono e fecero il vuoto attorno a chi, parlo del sottoscritto e pochissimi altri, di fronte al disgustoso scandalo non restava zitto ma denunciava, naturalmente inutilmente, la Grande Vergogna cui il putrido calcio italiano si esponeva dimostrandosi, anzi confermandosi, come il calcio protettore dei malfattori e nient’altro.

Dovrebbero vergognarsi tutti questi ignobili soggetti di fronte allo scandalo esploso nel calcio inglese, quello degli illeciti finanziari portati avanti per nove anni dal Manchester City che in spregio alle regole che tutti erano chiamati a rispettare ha giocato e vinto barando; lo scandalo che a procedimento ancora in corso sta provocando una sollevazione generale, un moto di indignazione collettiva che ha riguardato tutti, la Premier League in primis e i club rivali del Manchester City, i politici e i dirigenti, tutti i campioni e gli ex campioni del calcio nessuno escluso, i media, gli sportivi, la gente.

Dovrebbero vergognarsi Abodi, Malagò, Gravina, De Siervo, Chinè, Taucer, i presidenti e i dirigenti dei club di Serie A, gli addetti ai lavori, i giornalisti e i media tutti di fronte a un calcio, quello inglese, che si sta schierando compatto contro chi ha falsato per anni i campionati chiedendone a gran voce una punizione esemplare che contempli, oltre alla sottrazione dei titoli vinti con l’imbroglio, anche l’eventualità di far ripartire il Manchester City dall’ultimo anello del calcio dei dilettanti. Dovrebbero vergognarsi, dimettersi e andare a nascondersi gli eroi al contrario del calcio italiano, quelli che non solo solidarizzavano con lo sceriffo che metteva in libertà i banditi, ma avevano fatto pressioni di ogni tipo perchè ciò accadesse.

Oggi li ritrovate lì tutti tronfi, severi e impettiti, intenti ad applaudire il calcio inglese che sta per far salire il Manchester City sul palco dell’impiccato. È così che si fa a chi per anni ha fatto strame delle regole, dicono e si dicono con aria seriosa e austera. Invece dovrebbero vergognarsi. E chiedere scusa ai pochi, a cominciare da chi scrive, che nei giorni che portarono al vergognoso inciucio Stato-Calcio, o se preferite FIGC-Juventus, non vollero stare in silenzio e non smisero di chiedere che la Juventus, cioè il Manchester City della Serie A, venisse processata, giudicata e punita come meritava".

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