Caso FIGC-Malagò, l'avvocato Miele: "Omessi controlli per eleggere Malagò in FIGC: arrivo alla giustizia ordinaria!"

Le Interviste ico calendario ico orologio19:15  

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto l'avvocato Renato Miele:

"Qual è il mio esposto? Spieghiamo bene. Presentandomi come presidente federale, sono stato escluso perché non avevo l'accredito. Non ero appoggiato da Serie A, Serie B, Serie C. Nessuna componente mi appoggiava, perché non sono nelle stanze del potere. Ma non si sa mai, perché nel calcio mi conoscono e pensando di poter ottenere l'aiuto di qualcuno, poteva essere che se qualcuno avesse letto il mio programma, si comprenda che per arrivare ad un calcio diverso e farlo risalire a quello di 20 anni fa si potesse cambiare qualcosa. I punti principali del programma è riportare entusiasmo nel riportare entusiasmo tra i giovani, tra i bambini. Cominciare a cambiare il metodo degli allenatori. La stampa non ha voluto risaltare le mie idee.

Perchè Malagò non è candidabile? Ho fatto quest'azione perché per me anche gli altri candidati non hanno i requisiti per essere candidabili. Ho fatto il primo ricorso, sollevando la mancanza di tesseramento di Malagò e il conflitto di interesse di Abete. Per comportamento paritario, dovevano essere esclusi anche loro. Per essere Presidente Federale devi essere tesserato alla federazione. E per partecipare alle cariche elettive, devi essere tesserato. La legge è naturale, vale per tutti i sindacati, tutte le associazioni. Se fosse previsto che un membro CIO sia candidabile, tanto di cappello, ma non l'ho trovato da nessuna parte. Avrà la tessera del CONI, ma non ha la tessera FIGC. Ci sono delle leggi in Italia, ma a volte si applicano. Oltre a non dichiarare di non essere tesserato, non ha presentato i suoi precedenti penali, previsto come obbligatorio. Nei tribunali c'è scritto la legge è uguale per tutti e noi dobbiamo aggiungere tranne che per Malagò?!

Perché la legge non è stata rispettata? La gente non sa cos'è successo. Per far arrivare Malagò alle elezioni c'è stato un'omissione di controllo da parte della FIGC, dalla commissione verifica poteri, della procura federale. Hanno tutti omesso il controllo. E questo andrà verificato. Io non voglio buttare nulla per terra, voglio fare i miei interessi e sto seguendo la giustizia. A differenza di altri che non vogliono seguire le leggi. Io faccio l'avvocato da 40 anni.

Se il Coni salva Malagò io farò ricorso? Io continuerò a fare ricorsi, andrò avanti fino alla giustizia ordinaria. Non mi hanno accolto un ricorso, mi hanno anche detto che non sono legittimato ad agire. Io ho una società di terza categoria da 15 anni, di cui sono fondatore e vice presidente. Sono un tesserato FIGC a tutti gli effetti e sono un candidato escluso.

Se mi sento strumentalizzato da chi vuol far cadere Malagò? Se non fossi andato avanti nessuno si sarebbe accorto del mancato tesseramento di Malagò. Io sono cliente di me stesso, sto difendendo me stesso. Ho provato a fare il candidato presidente federale, sperando in un appoggio. Ho contestato che le altre candidature non erano rispettose dei requisiti previsti. Il problema di fondo ora è che bisogna valutare se, con le elezioni fatte da un non tesserato, gli organi elettivi hanno violato le norme del gravemente le norme dell'ordinamento sportivo.

Se cambiano il regolamento e tolgono la questione del tesseramento? Non possono farlo, va cambiata la legge statale. Andate a leggere l'articolo 15 del decreto legislativo 36 del 2021, la riforma sullo sport. Dice che bisogna essere tesserati. Dico un altra cosa. Io non faccio battaglie contro Abete e Malagò. Sono due cognomi per me. Faccio battaglie come tante ne faccio sul tavolo di giustizia"

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top