02-05-2026
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La UEFA supera una soglia storica nei diritti televisivi: per il ciclo 2027-2031 delle coppe europee, i ricavi annui andranno oltre i 5 miliardi di euro. Un balzo di circa il 40% rispetto al periodo precedente, frutto degli accordi chiusi in 19 mercati tra Europa e Americhe (Stati Uniti esclusi). Dentro il pacchetto rientrano UEFA Champions League, UEFA Europa League e UEFA Europa Conference League.
Il nuovo ciclo dei diritti tv Champions League certifica la crescita del prodotto calcio europeo, spinta anche dal format rinnovato che aumenta i big match già nella fase iniziale. L’obiettivo dei cinque miliardi era stato fissato da tempo e ora diventa realtà, confermando la centralità del torneo nel mercato globale dei media sportivi.
In Italia non cambia l’assetto: Sky Group manterrà l’esclusiva sulla gran parte delle gare (184 su 203 a stagione), mentre Amazon, con Prime Video, continuerà a trasmettere 19 partite selezionate, tra cui le migliori del mercoledì. Il mercato italiano resta quindi stabile, senza l’ingresso di nuovi operatori come Netflix, che era stato accostato alla competizione ma non ha affondato il colpo.
Diverso lo scenario in altri Paesi chiave. Paramount Global conquista Regno Unito e Germania con un accordo superiore al miliardo di dollari, superando TNT Sports. Un segnale forte: le piattaforme streaming stanno accelerando la corsa ai contenuti sportivi premium, facendo salire il valore dei diritti. Anche The Walt Disney Company resta protagonista nella competizione globale, contribuendo a spingere verso l’alto le offerte.
Negli altri mercati, la distribuzione è frammentata tra broadcaster tradizionali e digitali: Canal+ in Francia, DAZN in Spagna, Movistar e Viaplay nel Nord Europa. La suddivisione dei pacchetti — tra partite di cartello, highlights e finali — ha favorito una competizione più ampia.
L’aumento dei ricavi avrà effetti diretti anche sui club. Più entrate per la UEFA significano maggiori distribuzioni, anche se la ripartizione dipenderà da ranking storico, risultati sportivi e valore dei mercati nazionali. Squadre come SSC Napoli, Inter e Juventus guardano con interesse a una crescita delle quote.
Resta fuori, per ora, il mercato più ricco: gli Stati Uniti. I diritti saranno rinegoziati nel 2030, in vista dell’effetto traino del Mondiale 2026. Una scelta strategica: massimizzare il valore quando la domanda sarà ancora più alta. I cinque miliardi attuali, quindi, rappresentano solo una tappa.
30/04/26, 06:45
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