08-12-2014
14:40
Chiamatela pure manovalanza del calcio, giovani apprendisti con tanta voglia di stupire. Il mastro che impartisce ordini è Maurizio Sarri, uno che può vantare diversi campionati vinti, tra i dilettanti. Non ha perso quello spirito di periferia che gli ha consentito di compiere una scalata da guinness, dai campi terreno e polvere al San Paolo, da avversario, in serie A. Ci vuole volontà, occorre coraggio e lui, anche ieri, ha dimostrato di averne, non preoccupandosi oltremodo dell’avversario, invitando i suoi ragazzi a giocare come sempre e cioè bene, anzi, benissimo. L’Empoli ha dominato per almeno un tempo, ha pagato lo scarso cinismo di Maccarone e Tavano, altrimenti sarebbe finita diversamente. Ha assaporato il colpo grosso Sarri che poi è stato costretto a lasciare la panchina anzitempo, causa proteste. E’ rimasto da solo Benitez, dall’altra parte della barricata, ad osservare la rimonta dei suoi ragazzi che, con orgoglio, hanno rimesso in piedi una partita che sembrava già segnata. Unico segnale positivo di un pomeriggio da dimenticare, per il calciatori azzurri e per lo stesso allenatore che ha forse visto nell’Empoli il Napoli che vorrebbe e che non ha mai avuto: ritmo, palleggio e qualità, soprattutto in mediana. Non c’è stato confronto, nonostante il dislivello tecnico, evidente solo su carta. Il terreno di gioco ha detto altro, ha consegnato alle cronache un Empoli padrone e sprecone ed un Napoli lento, quasi svogliato, messo in ginocchio dalle geometrie di Valdifiori, leader del centrocampo toscano. Il risultato tradisce, non rispecchia la trama del match. E così i padroni di casa si trovano a dover salvare, paradossalmente, soltanto il risultato. Il campo da dunque ragione all’artigiano Sarri e “boccia” il pluridecorato Benitez . Il duello è poi proseguito dinanzi a microfoni e telecamere, al termine della partita. Lo spagnolo ha spolverato alcuni dati statistici per “assolvere” i suoi ragazzi, vincenti nel possesso palla e nelle occasioni create. Ha tentato di negare il dominio dell’Empoli che invece è apparso netto, chiaro e inequivocabile. Sull'altro fronte, Sarri, ha rifiutato ogni paragone col maestro spagnolo, limitandosi a sottolineare i meriti dei suoi ragazzi E ha fornito anche delle attenuanti al Napoli: “Noi, al contrario dei nostri avversari, lavoriamo insieme da molti anni, ed è un grosso vantaggio”. Si scopre umile Sarri, forse troppo. Chissà se un giorno, almeno coi nipotini, si vanterà di quella dura lezione data a Benitez.
17/04/26, 23:52
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