Eroe silenzioso e leader fuori dal campo: solo oggi è chiaro il motivo che ha spinto Benitez a volerlo
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Trentanove anni, una presenza in campo con soli quarantaquattro minuti giocati. Numeri alla mano si potrebbe collocare Roberto Colombo, terzo portiere del Napoli, nell'Olimpo delle meteore. Ma il calcio non è fatto solo di numeri, presenze o gol. Ci sono quegli eroi silenziosi che giorno per giorno con esperienza e professionalità si allenano, sostengono la squadra e mantengono il gruppo unito. Nella scorsa estate si discusse a lungo sulle qualità, fuori dal rettangolo verde, di Pepe Reina, a cui gli azzurri hanno dovuto rinunciare. Si è discusso a lungo sul poco carisma del Capitano azzurro o di un carattere troppo mite per essere da sprone per la squadra. Nella serata della finale di Supercoppa i tifosi azzurri hanno assistito ad uno spettacolo, a dire il vero non nuovo, direttamente proveniente dalla panchina. Roberto Colombo, fisicamente non in campo, ha incitato la squadra nei momenti peggiori, ha esultato in quelli migliori, si è scatenato nella frenesia dei rigori, senza perdere la calma, dando coraggio al “piccolo” Rafael, caricando al massimo i rigoristi designati. Nessuno lo aveva mai visto in queste vesti, ma Benitez lo ha voluto riconfermare in azzurro, sembrava quasi un paradosso, adesso il motivo è chiaro: gli azzurri hanno un vero leader fuori dal campo.

