Cronache di Napoli - Sarri passa al 4-3-1-2: Hamsik nel suo ruolo ideale, ma tre azzurri sono in bilico

Notizie ico calendario ico orologio17:15 fonte : Cronache di Napoli

Sacchiano della prima ora, a Empoli in questa stagione Maurizio Sarri ha fatto di necessità virtù. Da gennaio, quando in Toscana è tornato il fantasista Saponara, ha adottato un 4-3-1-2 a rombo, un modulo che potrebbe esportare a Napoli la prossima stagione. Logico, allora, chiedersi se e come potranno adattarsi alle idee tattiche del nuovo allenatore quei calciatori che nell’organico del Napoli ci sono già. Prendete Marek Hamsik. Con Benitez ha giocato soprattutto da trequartista centrale nel terzetto alle spalle dell’unica punta ma nel rombo di Sarri potrebbe tornare a fare la mezz’ala come ai tempi di Reja o eventualmente il centrocampista centrale nella mediana a tre, ruolo che ricopre spesso nella Nazionale slovacca. E se, paradossalmente, Jorginho potrebbe trovarsi a suo agio nel centrocampo a tre come ai tempi del Verona, Manolo Gabbiadini potrebbe tornare al suo ruolo naturale, quello della seconda punta, una soluzione tattica attuata solo a tratti da Benitez. Sin qui i giocatori che potrebbero essere ‘valorizzati’ dal modulo di Sarri. Ci sono anche, però, giocatori che potrebbero faticare a trovare una collocazione nel 4-3-1-2. Il discorso potrebbe valere per Callejon, che però è il maggiore indiziato ad una cessione, ma si lega soprattutto a due nomi, Dries Mertens e Lorenzo Insigne. Il belga dà il meglio di sé da attaccante esterno a sinistra o al massimo da trequartista, ma il primo ruolo semplicemente non c’è nelle idee tattiche di Sarri e l’altro potrebbe essere ricoperto da Hamsik. Discorso simile per Insigne: anche lui non ha più la collocazione di attaccante esterno e viene difficile immaginarlo seconda punta accanto a un centravanti come (si spera) Higuain, come ai tempi del Pescara. C’è poi un altro aspetto, legato alla gestione del gruppo. Dinanzi a sé Sarri, un allenatore che ha nel lavoro tattico quotidiano un punto di forza, ha un compito arduo, ossia trovare piena collaborazione anche dai big. “Non capisco perché non dovrei pretendere da un grande giocatore, uno che magari ha vinto la Champions, quello che pretendo da un ragazzo di vent’anni” ama ripetere Sarri, attentissimo anche alla parte atletica al punto da dire che “chi non corre a mille all’ora con me va fuori”. Una situazione complicata, specie per un organico ancora zeppo di stranieri, una categoria che Sarri non ama troppo perché, dice, “gli italiani sentono di più la responsabilità”. Una serie di paletti, tattici e filosofici, che rischiano di complicare da subito l’avventura napoletana di Sarri o di dare vita ad un esodo senza precedenti e ad una conseguente rivoluzione sia nelle idee sia negli uomini.

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