Corriere della Sera: "Rossi, Matri e Gabbiadini: a voi l’Europa League"
21:38
L’Europa League è la coppa di Giuseppe Rossi: 90 minuti e un gol a Lisbona contro il Belenenses, titolare al Franchi questa sera all’ora dell’aperitivo contro il Lech Poznan. E a Firenze l’ansia sottile che accompagna le prestazioni di Pepito diventa fibrillazione perché con il miglior Rossi sarà più facile rimanere in alto anche in campionato. «Giuseppe sta arrivando e presto avrà più continuità. Però la frenesia non aiuta», le parole di Paulo Sousa che sa quanto Pepito sia importante, ma non vuole bruciare le tappe o correre dei rischi inutili sulla strada del completo recupero. Il momento è delicato. La Fiorentina vuole vincere per sistemare le cose nel gruppo I dopo l’iniziale sconfitta casalinga con il Basilea che costringe i viola all’inseguimento. Ma c’è anche da difendere il primo posto dall’assalto della Roma, domenica sempre al Franchi, due partite da non sbagliare nel giro di 72 ore e per questo Sousa prepara un massiccio turnover. Che, del resto, è la medicina per sopravvivere nella fase a gironi dell’Europa League. La sperimenta con successo anche Stefano Pioli alla Lazio, attesa dalla sfida casalinga con il Rosenborg e sempre alle prese con un’emergenza feroce. E cambierà formazione pure Maurizio Sarri, il nuovo profeta di Napoli che in casa degli sconosciuti danesi del Midtjylland è pronto ad allargare il giro e a dare spazio alle seconde linee perché c’è bisogno di forze fresche. La terza giornata è all’insegna degli attaccanti italiani: perché se Sousa punta su Rossi, Pioli e Sarri pensano rispettivamente a Matri e Gabbiadini. L’obiettivo, realisticamente possibile, è l’en plein che farebbe bene alla classifica di tutte e tre e al ranking. Ma bisogna stare attenti alle trappole e quando si gioca tanto (7 partite in 3 settimane) ai cali di tensione. A fianco di Rossi nella Fiorentina ci sarà Babacar, mentre a centrocampo probabile il rilancio di Suarez e forse l’esordio dal primo minuto di Verdù. Più che il Lech, ultimo in classifica, a Firenze temono i tifosi polacchi: ne sono in arrivo 700, ultrà xenofobi che a luglio sono stati protagonisti di scontri pesanti a Sarajevo nel preliminare di Champions. Il questore Micillo è in allarme: Lech e Roma sono due partite ad alto rischio incidenti. La Lazio è ancora arrabbiata per la sconfitta in casa del Sassuolo, ma Pioli cerca di riportare l’attenzione sui norvegesi del Rosenborg: «Vogliamo vincere per avvicinarci alla qualificazione. Facciamo bene in Europa e poi torniamo a concentrarci sul campionato. Sono certo che anche in questa stagione riusciremo a toglierci molte soddisfazioni». Pioli, oltre a Matri che potrebbe fare staffetta con Klose, rilancia Radu in difesa e medita sette cambi rispetto a domenica. Sarri, innervosito dal lungo ritardo in partenza (tre ore), cerca tre punti in Danimarca per ipotecare la qualificazione: «Mi aspetto una battaglia, il Midtjylland è una buona squadra: chi vince fa un importante passo avanti». Ma pensando alla trasferta di domenica sera a Verona, contro il Chievo, medita di rinunciare a Higuain e Insigne, i gemelli del gol.

