Badiashile era un centrocampista, i suoi ex allenatori: "Sa impostare l'azione con la qualità del suo mancino"
19:15
Benoit Badiashile è ormai a un passo dal diventare un nuovo giocatore del Napoli. Il difensore francese ha completato le visite mediche a Villa Stuart e restano gli ultimi passaggi prima della firma e dell'ufficialità. L'operazione con il Chelsea è stata definita sulla base di un prestito oneroso da 3 milioni di euro con diritto di riscatto fissato a 27 milioni.
Il classe 2001 arriva alla corte di Massimiliano Allegri con l'obiettivo di rilanciare una carriera che, soprattutto negli ultimi anni, ha dovuto fare i conti con diversi problemi fisici. Eppure, da giovanissimo, Badiashile era considerato uno dei difensori più interessanti della sua generazione in Francia.
La sua storia comincia molto presto. Badiashile entra nel settore giovanile del Malesherbes a sette anni e viene successivamente notato dagli osservatori del Monaco, anche grazie alla presenza nel club del fratello maggiore Loic.
Nel Principato arriva nel 2016 e inizia il percorso che lo porterà rapidamente verso il calcio dei grandi. Nel 2018, a soli 17 anni, debutta in Ligue 1 contro il Paris Saint-Germain. Pochi giorni più tardi arriva anche l'esordio in Champions League.
Con il Monaco costruisce gran parte della propria reputazione, chiudendo l'esperienza francese con 135 presenze complessive. La sua caratteristica principale è immediatamente evidente: un difensore centrale molto fisico, ma dotato anche di una buona tecnica e di un mancino particolarmente educato.
«Calmo sotto pressione e bravo nell'impostazione». Già ai tempi delle nazionali giovanili francesi, Badiashile veniva descritto come un calciatore dotato di qualità importanti nell'impostazione.
L'ex commissario tecnico dell'Under 21 francese Sylvain Ripoll ne aveva sottolineato la tranquillità sotto pressione, la qualità del piede sinistro e la capacità di avviare rapidamente l'azione offensiva.
Un aspetto che potrebbe tornare molto utile anche nel Napoli di Allegri. Il difensore francese non è infatti soltanto un centrale chiamato a difendere la propria area: la sua capacità di giocare il pallone e costruire dal basso rappresenta una delle caratteristiche che hanno convinto il club azzurro.
