SSC Napoli, il designer Toniolo: "La città mi ha accolto! ADL mi chiamò nel 2022, ora gli ho fatto una proposta per lo stadio"
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Alberto Toniolo Intervista ad Antonio Toniolo, responsabile del merchandising della SSC Napoli
Alberto Toniolo è il responsabile del merchandising della SSC Napoli. Nato a Feltre, in provincia di Belluno, ha cominciato a lavorare per il club partenopeo nel 2022, quando la società partenopea decise di investire fortemente nell'autoproduzione delle divise da gioco. Oggi ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano veneto "Il Gazzettino", per raccontare com'è nata la sua collaborazione con De Laurentiis.
Toniolo racconta di aver ricevuto una telefonata inaspettata da Aurelio De Laurentiis nell'ottobre del 2022:
"Il Napoli aveva deciso di seguire la strada dell’autoproduzione, assumendosi direttamente la responsabilità di progettare e sviluppare il proprio abbigliamento tecnico e commerciale. Una scelta quasi senza precedenti per una società di quelle dimensioni. Durante una riunione era emersa una difficoltà. Tommaso Bianchini, allora direttore marketing e oggi direttore generale del club, ha fatto il mio nome. Avevamo già lavorato insieme a Venezia. Il presidente chiese chi fossi. Bianchini gli spiegò che avevo seguito un progetto simile al Venezia. A quel punto De Laurentiis volle subito il mio numero. Quattro giorni dopo ero a Roma nella sede della Filmauro per il colloquio. Sulle scale ho incontrato per la prima volta Valentina De Laurentiis, con la quale negli anni successivi ho sviluppato una sintonia decisiva per il lavoro sulle collezioni"
Designer con quarant'anni di esperienza alle spalle, Antonio Toniolo si occupa del merchandising senza mai abbandonare l'aspetto creativo della produzione. Racconta di seguire il Napoli anche nei ritiri estivi, per stare in contatto con i tifosi e carpire i loro desideri.
"Proprio così. Non è soltanto una questione di vendita. È un modo per ascoltare, raccogliere reazioni e comprendere se il lavoro sviluppato negli uffici abbia davvero raggiunto le persone. Il lavoro non riguarda soltanto il singolo oggetto, ma la costruzione di un linguaggio riconoscibile. Un prodotto può essere giudicato bello o brutto, può piacere oppure no. Questa è una relazione quasi bidimensionale: da una parte c’è l’oggetto, dall’altra la reazione del cliente. Noi cerchiamo una terza dimensione. Significa dare al prodotto una durevolezza nel tempo. Fare in modo che ispiri, dia gioia, spieghi qualcosa. Per riuscirci bisogna riempirlo di contenuti che non sono necessariamente materiali. Possono essere simboli, valori, rappresentazioni. La maglia resta una maglia. Ma nei dettagli può contenere un territorio, un ricordo, un’appartenenza".
Ai microfoni del Gazzettino, Toniolo ha raccontato anche il suo adattamento nella città di Napoli.
"Non è stato traumatico. Aver lavorato tanto lontano da casa, fuori dal mio territorio mi ha dato una mentalità più accogliente che respingente. Non sono un bellunese o un feltrino “doc”, anche le origini della mia famiglia sono diverse. Ho sempre respirato un’aria un po’ più aperta. A Napoli mi sono ritagliato il mio spazio, il mio tempo e anche il rispetto. Questa esperienza mi lascerà soprattutto i rapporti e le amicizie costruite con le persone. Trascorro a Napoli tra le 120 e le 130 notti all’anno. Non ha preso un appartamento. Le giornate cominciano spesso alle otto del mattino e terminano dodici ore dopo; in mezzo ci sono riunioni, spostamenti, verifiche sulla produzione, idee da discutere. La mia seconda casa è diventata una stanza del Grand Hotel Parker’s, quasi sempre la stessa. Ormai la chiamano scherzosamente “camera Toniolo”. Io una casa ce l’ho già ed è importante per me. A Napoli, però, sono riusciti a farmi sentire comunque a casa».
Nella SSC Napoli, Toniolo lavora a stretto contatto con Valentina De Laurentiis:
"Ci capita di pensare le stesse cose. A volte lei mi dice qualcosa che avevo già immaginato; altre volte le propongo un’idea che aveva già nella sua mente. Si sono create sintonia, complicità e un rispetto assoluto. Mi sento un traghettatore. Non lo vedo come una tappa destinata ad arricchire il curriculum, ma come la possibilità di completare un percorso. Il lavoro quotidiano è collettivo: una trentina di persone che devono incrociare progettazione, produzione, marketing, comunicazione e strumenti digitali. Le tecnologie sono fondamentali per raggiungere le persone più velocemente e nel modo più completo e attuale possibile. Essere una struttura piccola ci consente di conoscerci, intersecare le competenze e lavorare davvero come una squadra. L’obiettivo è trasformare l’acquisto in appartenenza".
Infine, un curioso retroscena. Antonio Toniolo rivela un'idea proposta al presidente De Laurentiis per lo Stadio Maradona: fare spalti completamente azzurri.
"L’azzurro, però, non è un colore contro qualcuno. È il cielo, è il mare, è accoglienza. Entrando nello stadio dovresti sentire di essere dentro il mondo degli azzurri".
