Spinazzola: "Devo tanto a Conte, non lavoravo così dai tempi di Gasperini! Ora sono cambiato come uomo, gli infortuni mi avevano bloccato..."

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Ultime notizie nazionale italiana, parla Leonardo Spinazzola alla Rai di Napoli e Azzurri: l'intervista

Ultime news nazionali - "Basta con i fallimenti: al Mondiale dobbiamo andare". All'indomani della vittoria in Estonia e in vista della sfida a Israele, nella quale la nazionale punta a blindare il secondo posto del girone e l'accesso ai play off, Leonardo Spinazzola racconta il suo ritorno in nazionale e quale clima ha trovato con la nuova gestione Gattuso a La Domenica Sportiva in un'intervista concessa alla Rai:

"Gattuso mi aveva chiamato prima del primo raduno, dicendomi che mi vedeva e che le porte erano aperte. La convocazione? In verita' e' stata una telefonata molto breve, poche parole: 'Leo abbiamo bisogno di te'... La mia risposta è stata "Certo, mister: che domande!" (ride, ndr) ed è finita la telefonata!

Fino a pochi anni fa c'erano Bonucci e Chiellini, grandi uomini, che in nazionale avevano vinto e perso, avevano più esperienza e sapevano cosa fare. Ma qui ci sono calciatori giovani, alcuni che sono da tanto in nazionale e che giocano nei club che fanno finali di Champions e di Europa League. Insomma, che competono ad alto livello e questa è la strada. Da quel che ho visto in questa settimana c'è veramente un grande clima, Gattuso in questo è stato bravissimo. C'è grande serenità e un grande clima, vedo anche che sappiamo di essere forti, che possiamo dire la nostra. Devono finire qui i fallimenti, dobbiamo andare a giocarci il Mondiale!".

Leonardo Spinazzola alla Rai: l'intervista

Spinazzola ha poi raccontato di aver dovuto affrontare mesi difficili, dopo la completa rottura del tendine d'Achille che lo ha tenuto lontano dai campi da gioco per più di un anno:

"E' normale che sono cambiato, le mie caratteristiche sono diverse, non sono più esplosivo come prima. Ma sono migliorato molto sotto l'aspetto mentale, nell'intelligenza in campo. Ho cambiato il mio gioco. I due anni post infortunio sono stati molto duri. Perché rimanevo bloccato nel passato e sul "com'ero", nella visione di quello che ero prima: ho avuto il bisogno di lavorare con dei professionisti, che ormai sono mie amiche e mi hanno dato una grossa mano. Poi anche la mia famiglia ha fatto molto. Succede, non c'è nulla di sbagliato, con questo aiuto ho fatto un grande percorso. E anche la mia famiglia ha fatto tanto". Insomma, "sono un altro giocatore, e sono felice del giocatore e dell'uomo che sono diventato. Sono andato avanti, ho oltrepassato quell'immagine dell'Europeo, e spero che lo facciano anche gli altri".

Infine, su Antonio Conte:

"A Conte devo tanto. Sotto l'aspetto fisico, mi ha alzato di nuovo il livello sicuramente. Era dai tempi di Gasperini che non lavoravo in questo modo, così forte e mi ha dato tantissimo sotto l'aspetto fisico - il complimento - lui ha alzato di nuovo il mio livello. E anche e soprattutto devo tanto a lui sotto l'aspetto mentale".

Il paragone con Gasperini lo fece già un anno fa, in conferenza stampa:

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