L'ex arbitro Bonfrisco: "Fuorigioco due centimetri non cambiano la partita. Serve cambiare la regola"
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L’ex arbitro Angelo Bonfrisco torna a parlare della regola del fuorigioco, una delle più discusse del calcio moderno, intervenendo a Radio Marte nel corso di Forza Napoli Sempre. Secondo Bonfrisco, la normativa attuale rischia di penalizzare lo spettacolo e la logica del gioco: troppi gol vengono annullati per dettagli minimi, come i centimetri della spalla.
“I centimetri di vantaggio non portano nulla”
«La valutazione del fuorigioco esce in automatico quando la macchina legge i 29 punti del corpo del calciatore, tra cui c’è la spalla: se tra questi 29 punti ce n’è uno in fuorigioco, scatta l’offside», spiega Bonfrisco. L’ex arbitro sottolinea come il sistema elettronico indichi anche se la parte del corpo con cui si può giocare a calcio è fuori posizione, ma evidenzia un paradosso: «Il regolamento ha definito che da ascella in su si può giocare a calcio, dunque diventa punibile se in fuorigioco. Il fidarsi o non fidarsi del mezzo elettronico può aprire discussioni».
Bonfrisco critica la logica di annullare gol per millimetri: «Avere due centimetri di spalla in fuorigioco non porta oggettivamente alcun tipo di vantaggio». Per lui, questo confligge con l’impostazione delle ultime regole che puntano a favorire gol e spettacolo. L’ex arbitro propone quindi una revisione: «Si dovrebbe introdurre il concetto di ‘luce’, a partire da 1 metro-1 metro e mezzo di vantaggio, per determinare l’irregolarità dell’azione».
Il dibattito, secondo Bonfrisco, riguarda non solo la logica sportiva, ma anche la coerenza con il calcio dilettantistico: «Vedere la spalla e andare a capire se è ascella o spalla è veramente complesso e poco logico. L’IFAB sta valutando questa modifica perché si sono accorti che stanno annullando troppi gol penalizzando lo spettacolo».

