Federnuoto, il pres. Barelli: "Orgogliosi dei nostri ragazzi, ma in Italia lo sport è vicino al disastro. Servono aiuti o non esisterà più nulla di tutto ciò"

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Il presidente Barelli della Federnuoto parla della crisi allo Sport in Italia

Notizie- In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto.

"La 4x100 è stata sensazionale. Sono stati bravissimi, non era facile reggere la pressione. Siamo arrivati davanti a grandi Nazionali. I ragazzi sono stati eccezionali, hanno anche fatto record italiano. Tutto bene quel che finisce bene. 

Italia corazzata del nuoto? Bisogna stare coi piedi per terra, è uno sport globale ormai. I fuoriclasse vengono allevati ovunque. Bisogna essere attenti nel fare programmi o progetti. Diverse società nostrane lavorano in grandi difficoltà, senza grandi finanziamenti. La scuola, i comuni e lo Stato non pagano le società, quindi queste fanno sforzi enormi. Le nuove generazioni e i nuovi talenti si stanno avvicinando molto, siamo orgogliosi, pur non avendo tante punte come le altre nazioni. Forse sappiamo gestirli meglio. 

Come dico sempre alla politica, il nuoto e lo sport è vicino al disastro. L'attività motoria di vertici si poggia su quella di base: se non ci sono gli impianti, viene tutto meno. Lo sport lo si fa perché esistono centomila associazioni sportive, con presidenti matti che mettono soldi di tasca propria. Nelle ultime due stagioni, abbiamo registrato una scarsa sensibilità da parte della politica. E i contributi ricevuti sono stati vicini all'elemosina. Se non vogliamo avere una società futura di ragazzi fuori forma e malaticci, dobbiamo dare spazio allo sport. 

Lo sport non è superfluo, chi pensa di poterlo togliere ai cittadini si sbaglia alla grande. I campioni sono solo la punta dell'iceberg. Il problema è drammatico: i cittadini vivono anche chiusure esagerate, i gestori delle piscine sono persone serie e riescono a garantire le distanze di sicurezza. Ben più pericolose sono i mezzi pubblici o le scuole affollate. Se viene meno l'attività motoria di base, finisce tutto. Quelli del CTS avranno una moglie che va in palestra? Un figlio che nuota? Ecco, se non ci saranno aiuti, non esisterà più nulla di tutto ciò".

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