Fedele: “Napoli solo brand, Lukaku pagato col decreto crescita: lo scudetto finanziario è la Champions”

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Autore Dino Viola Giornalista pubblicista · Analista dei dati

Le considerazioni di Enrico Fedele riaccendono il dibattito sulla gestione economica del Napoli, tra strategie di mercato, sostenibilità finanziaria e visione societaria. L’ex dirigente ha analizzato la situazione del club partenopeo nel corso della trasmissione Salite sulla giostra su Stile TV, soffermandosi in particolare sugli equilibri tra campo e bilancio.

Fedele e Napoli: tra decreto crescita e modello economico

Secondo Fedele, alcune operazioni del club sarebbero state rese possibili anche grazie a strumenti fiscali specifici. "Lui viene pagato con il decreto crescita quindi il lordo è di meno, il Napoli deve portare il costo del lavoro a 35-40 milioni in meno, altrimenti non ce la fa. Lo scudetto del Napoli finanziario o tecnico è la Champions per cui se non vinci lo scudetto, se arrivi secondo o quarto non cambia nulla. Il vero lungimirante è stato Percassi per come ha gestito la storia degli americani".

Nel suo intervento, l’ex dirigente ha sottolineato come la sostenibilità economica rappresenti oggi un elemento centrale nella gestione dei club di vertice, più ancora dei risultati sportivi immediati.

Il ragionamento si è poi spostato sulla struttura societaria del Napoli, descritta come fortemente orientata al valore del brand piuttosto che alla conservazione dei singoli calciatori. "Il Napoli è solo brand. Non esistono giocatori incedibili, lo era solo Maradona. Tutti quelli che chiamano fuoriclasse non lo sono, c’è una grande differenza tra campione e fuoriclasse. Il campione è quello che fa cose al meglio di cose che altri vedono ma che non sanno fare. Il fuoriclasse è quello che fa cose che altri non pensano".

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