07-04-2026
00:09
Umberto Chiariello, a Canale 21, con il suo consueto editoriale post-partita di Napoli-Milan.
"Si dice, con un detto popolare, che a volte il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. In questo caso, però, il diavolo casca proprio a fagiolo, visto che questa sera il Napoli doveva affrontare proprio il “diavolo” rossonero.
Lukaku, Romelu Lukaku, uno dei protagonisti dello scudetto dello scorso anno, fortemente voluto da Antonio Conte per sostituire Osimhen al centro dell’attacco partenopeo. L’anno scorso è stato protagonista con 14 gol e 10 assist, determinanti per la vittoria del titolo. E ricordiamolo sempre: gli scudetti a Napoli sono solo quattro. Minimizzarne uno significa fare un torto grave alla storia del club. Ogni scudetto, dalle parti del Vesuvio, ha un’importanza capitale.
Lukaku è stato uno dei grandi artefici della scorsa stagione. Certo, McTominay è stato sugli scudi più di tutti, ma anche Lukaku ha dato un contributo fondamentale.
La vicenda Lukaku ha contorni piuttosto oscuri e porterà sicuramente a una punizione per il calciatore. Non è chiaro se si arriverà a una messa fuori rosa, ma è certo che avrebbe dovuto essere disponibile e pronto per questo finale di campionato.
Oggi, ad esempio, è venuto improvvisamente meno Højlund. Strano destino quello del Napoli di Conte: in casa, sia contro l’Inter che contro il Milan, non ha potuto schierare il suo centravanti titolare, quasi sempre presente, ma assente proprio nelle partite più importanti.
Contro l’Inter si inventò Neres falso nove, ed è stata una scelta vincente: il brasiliano scompaginò l’assetto difensivo interista e il Napoli vinse meritatamente.
Oggi invece si è dovuti ricorrere a una soluzione d’emergenza: un centravanti improvvisato, Giovane, arrivato da Verona. Un giocatore che ricorda vagamente Ngonge, che aveva fatto bene a Verona ma non ha mai trovato spazio a Napoli, diventando di fatto un investimento poco riuscito.
Nel primo tempo Giovane ha toccato pochi palloni: non ha la capacità di tenere palla né la fisicità di Højlund, tantomeno quella di Lukaku. È però un giocatore bravo negli spazi, e nel secondo tempo lo ha dimostrato: si è liberato bene, ha calciato col sinistro costringendo Maignan a una grande parata. Poi però si è anche infortunato ed è uscito.
Era la giornata di Lukaku, ma Lukaku non c’era. Højlund ha dato forfait, ma il Napoli ha trovato comunque un’altra risorsa nel suo organico.
Lobotka ha faticato fisicamente, McTominay da trequartista non è nel suo ruolo naturale, eppure si è adattato, arrivando persino a fare il centravanti e il difensore aggiunto. Fa tutto.
A un certo punto, però, il piano tattico di Conte ha cambiato volto: dentro le ali. Politano e soprattutto Alisson hanno scompaginato la difesa avversaria. Il Napoli è volato sulle fasce e ha conquistato il secondo posto.
È stata la vittoria del piano tattico di Conte? Assolutamente sì. Ha tenuto la partita bloccata per 70 minuti. Nel primo tempo il Milan ha avuto più occasioni, anche con Nkunku, pagato tantissimo ma decisamente impreciso sotto porta. Nella ripresa, dal 70° in poi, il Napoli ha accelerato e ha meritato la vittoria.
Cosa significa questa vittoria? Due cose. La prima: il Napoli è secondo, e questo rientra perfettamente nella filosofia di Conte. La seconda: il vantaggio sulla quinta resta ampio, e questo significa aver praticamente blindato la qualificazione in Champions League.
Ma c’è anche un altro discorso: la fiammella della speranza.
Mancano sette partite e il distacco dall’Inter è ridotto. L’Inter ha battuto la Roma segnando cinque gol, dimostrando quanto sia diversa con il rientro di Lautaro Martinez e Dumfries. Senza Lautaro, l’Inter è mezza squadra. Nel Napoli, invece, non esiste un giocatore così determinante.
Se l’Inter dovesse superare l’ostacolo Como, chiuderebbe praticamente il campionato. Ma se dovesse inciampare sul lago di Como, allora si riaccenderebbe la speranza. Un Napoli vincente a Parma e un’Inter sconfitta a Como porterebbero il distacco a quattro punti con sei partite da giocare.
Le probabilità sono basse: secondo Opta, circa il 4%. Ma quel 4% il Napoli se lo tiene stretto.
Intanto la striscia di vittorie cresce, arriva un altro clean sheet e il Napoli ha gli stessi punti dello scorso anno a questo punto della stagione. È l’Inter ad aver alzato il ritmo.
Il Napoli, nonostante infortuni, impegni ravvicinati e una stagione complessa, è rimasto competitivo. Ha vinto la Supercoppa e si è confermato tra le migliori squadre del campionato.
L’unico vero rammarico sono quei punti persi per strada. Ma il Napoli è lì. E allora godiamoci questa fiammella, questa speranza. Se si spegnerà, faremo i complimenti all’Inter. Ma per ora resta accesa"
06/04/26, 23:52
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