19-02-2015
10:50
Ibrahima Mbaye, terzino sinistro del Bologna ma di proprietà dell'Inter, sarà presto adottato legalmente dal suo procuratore Beppe Accardi che, come si legge su goal.com, racconta la vicenda al Corriere dello Sport: "Sono andato al Tribunale di Modena per avviare la pratica per l’adozione di Mbaye. Mi hanno spiegato che l’adozione di un adulto consenziente dovrebbe avere tempi più brevi delle altre. Lui mi chiama Capo, mia moglie Antonella invece la chiama mamma. Gli ho detto: sulla maglia devi mettere Mbaye-Accardi. Mia moglie è intervenuta: no, devi scrivere Mbaye-Vaccari. Ci vogliamo bene. Ibra è uno di noi, è cresciuto con me, mia moglie e le mie figlie, Naomi, di 23 anni, e Talita, di 28. Ci conosciamo da sei anni, quando non è in giro dorme a casa, a Medolla. Certo, suo padre lavora in Italia, lo chiamiamo Chico, sua mamma è rimasta in Senegal. Suo padre un giorno gli ha detto: Ibra, ricordati una cosa: considera Beppe come un padre perché quello che sta facendo per te non sono riuscito a farlo nemmeno io. Io non voglio sostituirmi al padre, tutt’altro; ma Ibra è uno di noi, lo considero il figlio maschio che non ho avuto. So già che qualcuno ci speculerà sopra e dirà che ho i miei vantaggi a fare questo ma credimi, nei casi d’adozione sono più gli oneri degli onori. Voglio equipararlo alle mie figlie, perché lo sento come un figlio, tutto qua. Proposi la cosa e mi disse, Capo, sarebbe bellissimo...".
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