La carica dei ’91 e quei tre segnali che non t'aspetti: il Sarri-style inizia a decollare?
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di Bruno Galvan. Twitter: @BrunoGalvan85
Chi ben comincia è a metà dell’opera. La manita europea del Napoli dà tranquillità e morale sia a Sarri che alla squadra dopo un avvio di stagione un po’ deludente. Ci sono dei segnali positivi dai quali ripartire per il futuro. Il primo riguarda la media età che ieri Sarri ha schierato sul manto erboso del San Paolo. Tra titolari e calciatori subentrati dalla panchina, in campo c’erano sei giocatori nati nel '91 ed uno del '94. Un dato importante che denota come la squadra abbia ancora tanto potenziale inespresso. Tra i 24enni utilizzati contro il Bruges, due hanno dato segnali di vita incoraggianti. Ci riferiamo a Koulibaly e Jorginho. Il brasiliano dopo due anni ha offerto finalmente una prestazione convincente.
LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI – La prima vittoria ha un gusto particolare per Sarri che non vedeva l’ora di regalare un sorriso al popolo del San Paolo sempre più deluso e vittima di lotte interne. Il secondo gol realizzato da Mertens porta il marchio del dogma sarriano con lo schema perfetto su calcio piazzato (piatto forte dello staff tecnico partenopeo). Ma non è tutto. Anche il dato riguardo le reti subite sorride all’allenatore azzurro. Per la prima volta la porta di Pepe Reina è rimasta inviolata. Gli indizi di un cambio di rotta ci sono tutti, ma guai a pensare che i black out del passato siano solo un lontano ricordo. C’è ancora tanto da migliorare. Per dire che il Napoli è definitivamente guarito, attendiamo risposte analoghe contro squadre più forti del modesto Bruges.
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