Pasino a CN24: "Alla Juve crebbi con i miei idoli: andai in panchina con Scirea, mi chiamarono a sorpresa"
21:38
Rubens Pasino, ex centrocampista del Napoli cresciuto nella Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva a CalcioNapoli24. Vi proponiamo uno stralcio.
Come nacque il tuo essere calciatore, così come l'arrivo alla Juventus?
"Essendo figlio unico di un padre appassionato di calcio, mi ha trasmesso fin da piccolo questa passione: ho iniziato all'oratorio della squadra della mia città, la Don Bosco, poi son passato all'Alessandria. Nel 1986 un osservatore che lavorava per la Juventus (Luigi Bosco, ndr) mi segnalò per un provino: mi presero, poi feci tutta la trafila fino alla Primavera..."
Cresci nella Juventus e sfiori la prima squadra: magari non sei stato fortunatissimo, visti i tanti campioni che c'erano...
"...erano anni molto diversi dai tempi attuali, anche se la Juventus è sempre stata una grande e per giocare in prima squadra, a 18-19 anni, dovevi avere del talento vero e già pronto. Probabilmente non lo ero, ma a quei tempi i giovani erano considerati molto meno...anche il settore giovanile della stessa Juventus"
Qual è il ricordo più nitido che hai?
"Ricordo una amichevole con la prima squadra, fu molto emozionante: avevo 16 anni, ero ancora un Allievo e mi chiamarono a sorpresa. Mancavano gli attaccanti della Primavera, andai io ed ero emozionato di essere al fianco di gente come Scirea, Cabrini o Tacconi. Che, peraltro, erano anche i miei idoli. Ricordo Marchesi: in un'amichevole contro una squadra di Serie D eravamo in sedici effettivi, ero in panchina con un altro ragazzo più Scirea e Vignola...Marchesi fece entrare solo loro due (ride, ndr). Pensa che tempi! Nemmeno nelle amichevoli ti davano spazio, ma fu una esperienza molto bella"

