Allegri svela l'ultimo messaggio ricevuto da Galeone prima di morire: "Ciao Massimiliano, non smettere mai..."
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Il nuovo allenatore del Napoli calcio, Massimiliano Allegri, a margine dell'evento organizzato in memoria del suo mentore Giovanni Galeone ha svelato l'ultimo messaggio ricevuto dal suo maestro
Dribbla le domande sul Napoli e sul suo futuro, ma Massimiliano Allegri si è fatto vedere rilassato a Pescara in occasione del “Premio Gaelone” Sorrisi, selfie e qualche lacrima pensando al vecchio maestro nella città in cui furono protagonisti insieme. Ecco alcune dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Sportitalia a margine dell'evento in cui il nuovo allenatore SSC Napoli svela l'ultimo messaggio ricevuto, in maniera del tutto inaspettata, dal suo maestro.
Testo messaggio Galeone a Massimiliano Allegri

Il mister difficilemente mi scriveva dei messaggi, l'anno scorso ad un certo punto, senza che mi avesse detto niente, mi scrive un messaggio che recitava: "Ciao Massimiliano, non mi chiamava mai così, non smettere di allenare. Ed io non avevo mai detto niente di tutto ciò"
Galeone prima di spegnersi aveva anche confermato quanto scritto in esclusiva da CalcioNapoli24, ovvero che Allegri dopo la vittoria del terzo Scudetto era la figura scelta dal club per ereditare la panchina di Conte:
"Aveva un accordo con il Napoli, prima che Conte decidesse di rimanere. Ad Allegri prima suggerivo giocatori. Adesso non posso suggerire a Max i giocatori, lui vuole giocare con Leao in maniera diversa, gli concederà la possibilità di spaziare. Quando giocava al Wolfsburg avevo segnalato a Max De Buyne e Perisic. Due giocatori eccezionali. Sono contento che posso vederlo in Italia in maglia del Napoli, è un giocatore eccezionale”
Queste invece furono le parole rilasciate dal mister nel giorno della triste scomparsa del suo mentore:
"Per me è una giornata triste, al mister ero legato sia professionalmente che umanamente. Nel 91 sono arrivato a Pescara, dopo mezzora di allenamento ho capito che era diverso. Mi ha detto che se volevo fare il giocatore dovevo giocare la mezzala. Anche se è passato per un grande offensivo, i principi difensivi li ho imparati tutti da lui".
La scorsa estate in un'intervista rilasciata a Sportweek by Gazzetta dello Sport Galeone raccontò del rapporto personale e professionale nato con Allegri:
E' iniziato tutto nel 1991. Il Pescara si stava rinfrescando e siamo andati in cerca di Frederic Massara. Era in Serie C nel Pavia, ma aveva un sacco di richieste. Uno buono. Lo voleva anche il Venezia di Zamparini. La presidentessa, Giusy Achilli, grande fascino, bella donna, e anche competenza calcistica, mi disse: ‘Va bene, ve lo diamo. Ma vi prendete anche Allegri, così potrò giustificare alle altre società il fatto che vi ho ceduto Massara
Io non lo volevo Allegri. Allenavo da tempo, ma non sapevo chi fosse. Veramente. Poi l’ho visto in azione. Io non ero come certi allenatori di adesso, che i primi giorni lavorano senza il pallone. Il pallone era, è, la prima cosa. E quando ho visto come si muoveva Max, ho detto ai miei collaboratori: ‘Massara è bravo, ma questo è un giocatore’. Aveva numeri tecnici non indifferenti e da giocatore ha avuto meno di quanto avrebbe meritato Prima in B e abbiamo vinto il campionato. Poi in A, titolare. Perché lui in Serie A aveva esordito alcuni anni prima di ricominciare dalla C. E me lo diceva: ‘Guardi che ho già debuttato, nel Pisa’. E io rispondevo: ‘Sì, Max, ma due minuti, sei entrato all’88’. Due minuti e basta, Max’. E lui: ‘Ma due minuti contro il Milan di Van Basten’. Già, quel Milan. Il mio amico Arrigo, la nostra zona, quel calcio. Che meraviglia.
Quando ho capito che sarebbe diventato allenatore? Sono andato a vedere come lavorava all’Aglianese, in C2, e ho visto quanto lo rispettavano i giocatori in una situazione societaria difficile. Da episodi come questo si capiscono tante cose, d’altra parte io sapevo già che era un leader nato. Governava lo spogliatoio, anche quando giocava. Poi è partito, è cresciuto, ha seminato e raccolto

