"Darò un'anima al Napoli". Grazie Mazzarri, missione compiuta. E' stato un piacere e un onore: buon lavoro!
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"Darò un'anima al Napoli". Lo aveva promesso quando arrivò. Dalle parole ai fatti, con Mazzarri gli azzurri sono riusciti in pochi anni ad affermarsi sia in Italia che all'estero scalando posizioni su posizioni. Parallelamente il club è passato "dal 532° al 13° posto nella graduatoria dei club per fatturato", come ha detto De Laurentiis ultimamente. Una Coppa Italia per arricchire la bacheca battendo a Roma la Juventus, che poi si è vendicata 'scippando' la Supercoppa a Pechino. In mezzo tante partite vinte in campionato e belle serate tra Europa League e Champions con rimonte esaltanti, emozionanti, in stadi prestigiosi come, tra gli altri, l'Allianz Arena e lo Stamford Bridge. L'obiettivo dichiarato era crescere, questa la vittoria più importante. "Il secondo posto qui vale uno scudetto". Il 'nostro' Walter, in fondo, non ha tutti i torti viste le premesse e le promesse mai fatte se non quella di lottare sempre con grande spirito. Un terzo e un secondo posto (con la sensazione seppur tenue di poter lottare per lo scudetto), quattro piazzamenti in Europa tra competizione A e B. Un bilancio molto positivo, non c'è dubbio. E' arrivato il momento dei saluti, un ciclo si chiude. E allora nella mente riecheggia quella promessa iniziale: "darò un'anima". Mazzarri non solo ha dato un'anima al Napoli, ma ha dato nuovi colori all'orgoglio partenopeo garantendo al dee-jay del San Paolo numerose occasioni per suonare 'o surdato nnammurato, inno poi copiato 'ironicamente' per pizzicare gli azzurri al contrario. "L'inno del Napoli lo conoscono bene perchè l'hanno ascoltato molte volte". Se Marchisio ha definito 'anticipatico' il Napoli è perchè la squadra è diventata tignosa, difficile da battere. Se molti allenatori gli hanno copiato il modulo, compresi quel Conte campione d'Italia e quel Di Matteo campione d'Europa, un motivo ci deve pur essere. Nella serata dei titoli di coda è inutile ricordare i momenti non proprio positivi, per chi vuole crescere sono fondamentali anche quelli per arricchire l'esperienza. Nella serata dei saluti noi gli diciamo solo grazie. Grazie Mazzarri, grazie per aver riportato il Napoli dove merita con i suoi tifosi. Grazie Mazzarri per aver dato un'identità di gioco, per aver fatto crescere e valorizzato calciatori come Hamsik, Maggio, Cavani, Pazienza, Gargano, Aronica, Dossena, Grava, Lavezzi, Campagnaro, Zuniga, Cannavaro e tanti altri. Grazie Mazzarri per aver fatto vedere un Napoli capace di andare oltre i propri limiti. Grazie per aver dato il massimo rispettando (a volte a malincuore) i limiti di budget imposti da De Laurentiis. Grazie per aver rinunciato ai quasi 4 milioni offerti per restare qui in mancanza di garanzie tecniche in previsione della prossima stagione. Grazie Mister, buon lavoro, buona vita qualunque sia la sua decisione post-Napoli.
luca cirillo
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