Sarri: "Non ho recitato nessuna parte a Napoli! Potere Juve e dito medio? Sbagliato modi e mezzi. Li ho odiati, non cambio idea sui cori razzisti. Per Palazzo intendevo lo scudetto. Fischi al San Paolo? Amerò comunque i tifosi"

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Ultime notizie Juventus, in diretta la conferenza stampa di presentazione di Sarri: tutte le dichiarazioni in tempo reale dalla conferenza stampa di presentazione di Sarri alla Juventus. Segui la diretta l'intervista a Sarri su Calcio Napoli 24

Presentazione Sarri, conferenza stampa in diretta. Questa mattina alle ore 11:00, la Juventus presenta Maurizio Sarri in conferenza stampa dallo stadio Allianz Arena di Torino. Segui la conferenza di presentazione di Sarri in diretta su Calcio Napoli 24, la prima intervista di Sarri in qualità di allenatore della Juve.

Conferenza stampa Sarri oggi

Sarri alla Juve, tutte le dichiarazioni della conferenza stampa in tempo reale

Ecco Sarri: "Sono contento di essere qui oggi, sono a disposizione per tutte le domande e le curiosità.

Sarri sul Napoli

Bisogna avere le idee chiare sul percorso. Tre anni fa sono arrivato a Napoli e ho dato tutto, da bambino ero tifoso del Napoli. A un certo punto pensavo che potevamo essere competitivi. Negli ultimi mesi a Napoli avevo un dubbio, per l'affetto che provavo e la logica che mi diceva che il percorso era concluso. Durante questo dubbio il Napoli mi risolve il problema presentando Ancelotti, probabilmente per colpa mia perché non stavo dando delle risposte. A quel punto preferisco andare all'estero per non passare direttamente dal Napoli ad un'altra società italiana. Premier League società bellissima. Ma nella seconda parte sento il bisogno di tornare. E mi offre la posibilità la Juventus, la società più importante. È il coronamento di una carriera lunghissima, che è stata anche difficilissima. Ho rispettato tutti. Nell'ultimo atto dovevo rispettare la mia professione e il mio percorso. 

Mi ha colpito come la Juve mi ha cercato. Mai visto una società così forte nel volermi. 

Cultura italiana? Non lo so. Penso che abbiamo davanti un percorso lungo. Girando per l'Inghilterra fa rendere conto dell'inadeguatezza delle nostre strutture. Bisogna partire da queste. Abbiamo la fortuna di avere grande organizzazione. Sono contento del fermento in Serie A, mi sembra molto stimolante per gli allenatori. Giampaolo finalmente in un top club, Ancelotti, Fonseca alla Roma, Conte all'Inter... Mi sembra che si stia creando un'aria frizzante. Ci sono i presupposti per vedere qualche cosa interessante. 

La mattina ci dobbiamo alzare per rivincere, che è sempre più pesante di vincere. La Juventus ha il fardello di dover vincere in Italia. In Champions abbiamo l'obbligo di partire con l'obiettivo di vincere, ma con la consapevolezza che ci sono altre otto squadre che possono competere. Il non vincere deve essere accettato in modo diverso. A livello europeo è un obiettivo, un sogno, ma con un coefficiente di difficoltà mostruoso. 

Sul modulo: non si può partire da questo, bisogna capire quali sono i giocatori e capire come metterli nelle condizioni migliori. Il modulo va adeguato ai migliori. Negli ultimi anni ho fatto il 4-3-3, ma ho giocato con tanti moduli. Quello del Napoli era molto diverso da quello del Napoli. 

Non passo dai dilettanti alla Juventus. È un percorso lungo, faticoso. È chiaro che mi fa piacere essere qui, mi dà emozione, ma il percorso è stato fatto a piccoli passi. Arrivo dal Chelsea, con meno storia della Juve, Lo ritengo un ulteriore passo in avanti. Ma li ho fatti gradualmente. L'emozione c'è, ma non è quella di venire direttamente dai dilettanti. 

Su Cristiano Ronaldo: anche qui è stato un passaggio graduale. Ho allenato giocatori forti, molto forti nel Chelsea, e qui si va a livello superiore. Qui parliamo di top mondiale. È un'emozione, ha quasi tutti i record del calcio mondiale. Mi piacerebbe fargliene battere qualcun altro. Incidere su uno di questi.

Sul potere Juventus di cui parlò, ora ne fa parte? Sono partite le querele cui fece riferimento a Napoli per la trattativa con i bianconeri? No è un discorso diverso. Il mio primo pensiero la mattina al Napoli era quello di sconfiggere la Juventus. Era un dovere. Ho dato il mio 110%, ci riproverei. Lo rifarei. Poi è chiaro che è un'avversità sportiva. Ora è finita. La mia professionalità mi porterà a dare tutto per questa società. L'ho fatto con mezzi e modi sbagliati quello che ho fatto, ma intellettualmente è apprezzabile. Ho visto un avversario disposto a tutto pur di sconfiggermi. Alla fine lo odio, ma lo apprezzo anche. Le querele per i conatti con la Juve? No, in quel momento stavano diffondendo una notizia priva di fondamento. 

I suoi ex calciatori le hanno dato del traditore... Ho messaggi che rimetterebbero tutto a posto. I giocatori devono dire certe cose quando si trovano in determinate condizioni. 

Se siamo compatti e andiamo tutti nella stessa direzione sento un forte supporto. Mi è bastato vedere un paio di scene per capire che questo è un gruppo forte, anche per mentalità. 

Su CR7: vorrei avere un secondo giocatore che faccia record di gol in Serie (Higuain il primo ndr). Non so se andrò da lui, ne parlerò con Paratici. Volevo parlare con due tre giocatori per condividere, non credo nelle imposizioni. 

Qui arrivo con scetticismo, come d'appertutto. Ad Empoli, al Napoli, al Chelsea... Dal Chelsea alla Juve il salto è meno scatenante in scetticismo, ma ho la mia storia. Quindi anche giusto ci sia un minimo di rancore e scetticismo, vengo dall'altra parte. Poi conosco solo un modo: vincere e convincere per togliere lo scetticismo. 

Vincere è l'unica cosa che conta anche per lei? Io ho vinto poco, in categorie più basse. Penso che l'obiettivo di divertirsi in campo non è contrapposto alla vittoria. Se ci divertiamo divertiamo anche il pubblico. Si acquista l'entusiasmo collettivo per fare anche risultati. Questo non vuol dire essere frivoli. Io mi ricordo che le prime partite ad Empoli una delle domande più frequenti era: 'Ma lei pensa di salvarsi con un calcio così brillante?', ci siamo salvati con sei giornate d'anticipo. 

Dybala e Ronaldo: due con le loro possono giocare insieme in qualsiasi ruolo, cambia solo l'interpretazione. La squadra deve adattarsi. Quello è determinante. 

Sarri giacca e cravatta

Tuta o giacca e cravatta? Non lo so. Parlerò con la società, non ne abbiamo ancora parlato. Preferirei non andare con la divisa sociale, perché non è un obbligo. L'importante è che a questa età non mi mandino nudo. 

Sarri e il palazzo

Vado al palazzo per prendere il potere? Volevo vincere lo scudetto. Era un terreni professionale, ma rappresentavo uno dei popoli che più ama la propria squadra. Non avevamo la possibilità di andare a due tre obiettivi, c'era la possibilità di sceglierne uno. E siamo stati in ballo fino a poco prima. Si voleva lo scudetto, quello era il potere. Ne eravamo convinti. Il viaggio è stato scudetto.

Sono cambiate le caratteristiche dei giocatori: il Napoli aveva giocatori completamente a disposizione della squadra. Muovevano la palla velocemente. Il Chelsea è una società fatta di giocatori di livello tecnico superiore, ma caratteristiche diverse. Non si può fare lo stesso calcio ugualmente nelle varie squadre, devi avere elasticità mentale per differenziare.

Cosa ti aspetti in Napoli-Juventus?

Quando esco dal San Paolo so che mi applaudono è una manifestazione d'amore. Se mi fischiano, è una manifestazione d'amore. Gli vorrò bene ugualmente in entrambe i casi. 

Sui cori razzisti: non cambio idea se cambio società. Penso che in Italia sia arrivata l'ora di smetterla. È manifestazione di inferiorità nei confronti dell'estero. Diciamo basta. È giusto fermare le partite, Napoli subisce di più questo atteggiamento. Lo dicevo lì. Ma se lo sento da un'altra parte la mia idea di fondo è la stessa. 

Hai recitato una parte per arrivare alla Juventus? No, nessuna parte studiata a tavolino. Ho fatto tutto quello che potevo fare. Per dovere morale. Stavo rappresentando un popolo che non vinceva da 30 anni. Per dovere professionale. Io ho il dovere di tirare fuori il 110% da tutti. 

Mi ha colpito come la Juventus mi ha cercato fortemente. 

Higuain, c'è spazio per lui? Gli voglio molto bene. Dipende da lui. Ho l'obbligo di conoscerli e ascoltare adeguandomi. Non vorrò impormi su un argomento che loro conoscono meglio di me.

Sul calciomercato: quando avremo un'idea più definita ne parleremo. Non sono uno che fa richieste sui nomi, ma sulle caratteristiche. 

Allegri ci lascia un'eredità pesante. Vincere quello che ha vinto lui non è semplice. Mi piacerebbe vedere una squadra che ha le capacità in poco tempo di tritare una partita. Se si parla di Allegri qui, si deve parlare di un lavoro straordinario, stop. 

Sulle giovanili: c'è bisogno di un percorso molto lungo. Con Fabio Paratici faremo riunioni con tutti gli allenatori delle giovanili. Ma per incidere così il percorso è molto lungo.

Io integralista? A Empoli ho iniziato con un modulo e ho finito con un altro, idem a Napoli e a Londra. Mi sembra un po' troppo. 

Cosa è il Sarrismo? Ho letto che è una filosofia calcistica e non solo. Ma non penso a come è nato. Io sono questo. Posso cambiare leggermente. Spero di essere rimasto lo stesso nei concetti. I miei scontri sono risolvibili, è quello non detto ad essere irrisolvibile. 

Sarri e De Laurentiis

Messaggio di De Laurentiis? Non l'ho sentito. Molti pensano che io abbia un brutto rapporto. Ma io Aurelio lo ringrazierò sempre. Perchè ho allenato la mia squadra, è un regalo enorme. Poi ci sono state divergenze, ma fa parte di grandi personalità. Non l'ho sentito. 

Non ti dirò mai sotto tortura dei giocatori del Napoli che ho sentito. Sono di carattere professionale. 

Allegri non l'ho sentito. Di solito in estate lo chiamo anche perché abbiamo amici in comune. Spero di sentirlo. Di solito cazzeggiamo, non parliamo di argomenti seri. 

Con Higuain non ho parlato dopo la vittoria in Europa League. Ma perché dovevo farmi le me idee sulla Juventus. Quando rientrerà avremo modo di parlarci. Per qualità tecnica ha la capacità di giocare con chiunque. Dipende da lui. Ha vissuto male il post Juventus, è uscito scosso. Può succedere. 

Sarri sulle frasi contro la Juve al Napoli

Con il senno di poi ridirebbe le stesse cose con gli stessi toni di quando era al Napoli contro la Juve? Certe cose le ho dette e strumentalizzate. Ho letto una polemica sulle maglie a strisce. In realtà è una uscita polemica contro Orsato. In realtà era dopo un Empoli-Milan. La questione del dito, avevo avuto un'eccesso di reazione contro 15 stupidi. Non contro i tifosi della Juventus: se poi ci sono su 45mila persone 10 stupidi che ti dicono 'terrone di mer**' era meglio non reagire. Ma non li ritengo tifosi della Juventus. 

Non so cosa sia lo stile Juve, ho cenato ieri sera con amici. Non ho visto etichetta particolare. 

Fabio Paratici: "La trattativa non è durata oltre un mese. Avevamo le idee chiare fin dall'inizio, ma era sotto contratto e noi con il Chelsea dovevamo comportarci correttamente. Anzi, colgo l'occasione per ringraziare Marina. Tra grandi club bisogna rispettare tempi e formalità. 

Sarri è stato fin da subito la prima scelta. L'atteggiamento nostro forse lo ha convinto. 

Non c'è una ricetta per vincere o perdere. Ma qui alla Juventus conta prima di tutto vincere.

Ieri sera Maurizio Sarri è atterrato all'Aeroporto di Torino, dove è stato accolto dalla dirigenza bianconera, ma non dai tifosi juventini, che invece hanno mancato l'appuntamento. Tutto solo, Sarri si è diretto alla Continassa, centro sportivo della Juve, dove ha potuto dare un primo sguardo alle strutture di allenamento che saranno la sua casa per il prossimo anno. 

Conferenza stampa Sarri Juve

 

Sarri alla Continassa: il video e le foto

Maurizio Sarri ha firmato un contratto triennale con la Juventus, tra lo stupore generale dei tifosi napoletani, convinti che l'ex allenatore azzurro non avrebe mai accettato l'offerta della squadra acerrima rivale. Invece la vittoria dell'Europa League con il Chelsea ha probabilmente rinsavito le ambizioni dell'allenatore toscano, che ora si mette a capo della squadra più forte d'Italia, decisa a lottare con ogni mezzo per la conquista della Champions League.

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